Un’analisi realizzata dai ricercatori della  Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health spiega perché legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso potrebbe avere effetti positivi sugli adolescenti riducendo il numero dei suicidi. Lo studio, intitolato “Difference-in-Differences Analysis of the Association Between State Same-Sex Marriage Policies and Adolescent Suicide Attempts”, è stato pubblicato su JAMA Pediatrics. Ma come è possibile?

Partiamo dal presupposto che lo studio è stato effettuato negli Stati Uniti dove il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. La situazione peggiora tra gli adolescenti che appartengono a minoranze sessuale, cioè che sono omosessuali. Il motivo della scelta di questo gesto così drastico, spiegano i ricercatori, potrebbe essere lo stigma che ruota intorno a queste minoranze che portano alcuni ragazzi a sentirsi esclusi socialmente.

Analizzando i dati raccolti tra il 1999 e il 2015 sui casi di suicidi tra adolescenti, e comparandoli con quelli raccolti nei 32 Stati americani in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale e nei 15 in cui non lo è, gli autori dello studio sono giunti alla conclusione che l’8,6% dei liceali e il 28,5% degli studenti identificati come appartenenti a minoranze sessuali hanno tentato il suicidio prima che i matrimoni tra persone dello stesso sesso fossero legali.

Il dato scende del 7% una volta legalizzate le unioni omosessuali. Parlando in numeri, i ricercatori sostengono che, negli USA, permettere alle minoranze sessuali di sposarsi potrebbe evitare ben 134.000 tentativi di suicidi tra gli adolescenti.

Insomma, secondo gli studiosi la legalizzazione di matrimoni tra persone dello stesso sesso non renderebbe (o comunque ridurrebbe l’attenzione) le minoranze sessuali oggetto di discriminazioni.