Il suo vero nome è Rosa damascena, conosciuta anche come Rosa di Damasco, e proviene proprio dalla capitale della Siria dove oggi sta morendo a causa della guerra interna al Paese. Ad annunciare questa triste notizia sono gli stessi coltivatori, come Jamal Abbas che si occupa dei territori di El-Mrah, a 60 chilometri dalla capitale. Uno dei fiori più antichi della storia non sta reggendo alle costanti pressioni di un Paese in guerra e la sua produzione è diminuita di oltre la metà in pochissimo tempo.

Maggio è il mese di fioritura della Rosa di Damasco e in questi giorni tradizionalmente le famiglie si occupano della raccolta del fiore, purtroppo però gli scontri hanno portato molti abitanti a fuggire. “Siamo passati da 80 tonnellate nel 2010 a 20 tonnellate quest'anno”, a peggiorare il tutto ci si è messa anche la siccità, provocata dalla potenza di El Niño che ha portato ad un generale aumento delle temperature. La situazione è tragica al punto da aver portato alla cancellazione dell'annuale festival dedicato proprio alla Rosa di Damasco.

Il conflitto in atto in Siria sta dunque ulteriormente complicando le condizioni di vita degli abitanti che contavano su questo prodotto per mantenere la propria famiglia. Attenzione però, la perdita di tonnellate di rose in Siria non significa la scomparsa di questo fiore che viene coltivato anche in Bulgaria, Francia, Turchia, Marocco e Iran.

A cosa serve la Rosa di Damasco? Perché è così apprezzata in tutto il mondo? Con i suoi 36 petali per fiore, la rosa damascena ha un profumo unico più forte di qualsiasi rosa in quanto composto da più di 400 sostanze aromatiche diverse. Molte sono le sue proprietà: idratanti, tonificanti, anti età, afrodisiache e rinfrescanti. La sua lavorazione porta alla realizzazione di profumi, creme, oli e alla celebre acqua di rose il cui profumo è inconfondibile.