L’incessante crescita della domanda globale di petrolio potrebbe aver già raggiunto il suo picco, segnando la fine di un’era che in tanti ritenevano sarebbe durata almeno un altro decennio: questo lo scenario delineato dal rapporto del compagnia britannica BP sul futuro dell’energia. il colosso petrolifero ha affermato che il consumo di petrolio potrebbe non tornare mai più ai livelli pre-Covid, intraprendendo per la prima volta nella storia moderna un declino senza precedenti. Anche nella migliore delle prospettive, la società ritiene che la domanda di petrolio resterà “sostanzialmente piatta” per i prossimi due decenni, poiché la transizione energetica verso le energie rinnovabili ci allontanerà dal consumo di combustibili fossili.

Il petrolio sarà sostituito dall’elettricità pulita proveniente da parchi eolici, pannelli solari e centrali idroelettriche poiché l’energia rinnovabile emerge come la fonte con la più rapida crescita mai registrata” sottolinea il rapporto. Secondo Spencer Dale, chief economist di BP, il futuro energetico mondiale sarà più green a causa della combinazione della pandemia di Covid-19 e del ritmo accelerato dell’azione per il clima, anticipando il “picco del petrolio”. L'amministratore delegato di BP, Bernard Looney, ha dichiarato che le conclusioni del rapporto aiuteranno la società a “comprendere meglio il panorama energetico in evoluzione” e saranno determinanti nell’aiutare la società stessa a sviluppare il piano di transizione verso la produzione di energia a impatto zero entro il 2050.

Le diverse prospettive energetiche di BP mostrano che il consumo di petrolio diminuirà del 50% entro il 2050 fino a quasi l’80% nel peggiore degli scenari. In una situazione di “business as-usual” la domanda riprenderebbe a crescere per poi stabilizzarsi intorno ai 100 milioni di barili al giorno per i prossimi 20 anni. La transizione energetica, sostiene il rapporto, potrebbe essere ancora più rapida se i governi globali sceglieranno di perseguire politiche di ripresa economica green dalla crisi del coronavirus.

La maggiore dipendenza globale dall’energia pulita si tradurrà in una crescita del 5% della domanda di energia rinnovabile fino a quote comprese tra il 20 e il 60 per cento entro il 2050. “In tutti e tre questi scenari – ha aggiunto Dale – la quota di energia rinnovabile crescerà più rapidamente di quanto fatto da qualsiasi altro combustibile energetico nella storia”. Tra i fattori che influenzeranno il declino della domanda di petrolio, il passaggio alle auto elettriche e ai veicoli alimentati a idrogeno, oltre alle nuove misure per limitare la produzione di plastica e incentivare il maggiore riciclo e il minore uso di plastica monouso.