L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato l'eccessivo desiderio sessuale come un disturbo mentale, nello specifico chiamata “disturbo del comportamento sessuale compulsivo”. La nuova classificazione, che vede anche l'inserimento in lista dei videogiochi e l'esclusione invece dell'omosessualità, apre importanti spunti di riflessione per coloro che si occupano delle condizioni della nostra salute mentale: considerando che ben 9 persone su 10 che avrebbero bisogno di cure, in realtà non le ricevono.

Cos'è il disturbo del comportamento sessuale compulsivo. Nella classificazione ufficiale, chiamata ICD-11, nell'elenco “disordini mentali, comportamentali o dello sviluppo neurologico”, tra i disordini riguardanti il controllo degli impulsi troviamo proprio il “disturbo del comportamento sessuale compulsivo” così descritto:

"Il disturbo del comportamento sessuale compulsivo è caratterizzato da un modello persistente di incapacità di controllare gli impulsi sessuali intensi e ripetitivi che si traducono in comportamenti sessuali ripetitivi.

I sintomo possono includere:

  • ripetute attività sessuali che diventano il focus della vita della persona al punto da trascurare la propria salute e cura personale o altri interessi, attività e responsabilità
  • numerosi e inutili sforzi nel cercare di ridurre il proprio comportamento sessuale
  • un reiterato comportamento sessuale nonostante porti a conseguenze negative o a poca soddisfazione.

L'incapacità di controllare i proprio impulsi sessuali o comportamenti sessuali ripetitivi si manifesta per lunghi periodi, come sei mesi e più, e provoca un marcato disagio nella persone, con conseguenti ricadute sulla sfera privata, sociale, familiare, professionale ed educativa. L'angoscia che vive il soggetto è strettamente legata ai giudizi morali e la disapprovazione nei confronti degli impulsi sessuali o dei comportamenti non è sufficiente per soddisfare i bisogni.

La sessodipendenza secondo l'NHS. Parlando di dipendenza sessuale, e quindi del disturbo classificato dall'OMS, l'NHS spiega che tra gli altri sintomi ci sono, ad esempio, attività come la pornografia, la masturbazione, lo sfruttamento della prostituzione e l'utilizzo di chat online, oltre che la ricerca di sesso vero e proprio con partner. Alcune persone potrebbero non riuscire a controllare questa attività, avendo conseguenti problemi nelle relazioni e nella vita professionale. In alcuni casi si tratta di vera e propria dipendenza sessuale che provoca emozioni negative e peggiora la qualità della vita.