Digiunare dall'alba al tramonto per 30 giorni aumenta i livelli di proteine che svolgono un ruolo cruciale nel miglioramento della resistenza all'insulina e nella protezione dai rischi derivanti da una dieta ricca di grassi e zuccheri elevati. Insomma, il regime alimentare imposto dal Ramadan è un potenziale e nuovo trattamento per contrastare le condizioni legati all’obesità, come diabete, sindrome metabolica e malattie al fegato non collegate con l’alcol, vediamo insieme perché.

Digiuno per 30 giorni, le conseguenze. L'alimentazione e il digiuno, spiegano gli esperti, possono influenzare molto il modo in cui il nostro corpo produce e utilizza le proteine fondamentali per ridurre la resistenza all'insulina e mantenere un peso corporeo sano. Questo significa che tempi tra un pasto e l’altro potrebbero essere fattori importanti che le persone obese possono prende in considerazione per limitare i rischi legati a questa condizione.

Lo studio. Per giungere a queste conclusioni, gli esperti hanno chiesto ad un gruppo di 14 persone sane di digiunare, senza cibo e senza acqua, per 15 ore dall’alba al tramonto durante il Ramadan. Analizzati i campioni di sangue raccolti dai partecipanti prima, durante e dopo l’esperimento, i ricercatori hanno notato un incremento dei livelli di tropomiosina (TPM) 1, 3 e 4, cioè di proteine che hanno un ruolo importante per il mantenimento dello stato di salute delle cellule e della riparazione cellulare per permettere una corretta risposta del corpo all’insulina. Nello specifico, la TPM3 risulta aver un ruolo importante nell’incremento della sensibilità all’insulina, che permette alla cellule del nostro corpo di utilizzare il glucosio nel sangue correttamente, riducendo lo zucchero.

Conclusioni. I ricercatori concludono dunque, sulla base delle loro ricerche iniziali, che digiunare dall’alba al tramonto possa fornire un intervento economicamente vantaggioso per coloro che sono alle prese con le condizioni legate all’obesità.