Il placebo e la depressione
in foto: Il placebo e la depressione

Le persone depresse che reagiscono positivamente all'effetto placebo hanno più probabilità di superare il disturbo dell'umore nel caso in cui dovessero assumere psicofarmaci reali, questo è quanto sostiene uno studio realizzato dalla University of Michigan Medical School, intitolato “Association Between Placebo-Activated Neural Systems and Antidepressant Responses Neurochemistry of Placebo Effects in Major Depression” e pubblicato su JAMA Psychiatry.

I ricercatori spiegano che se un cervello riesce a raccogliere da solo le forze chimiche necessarie a combattere la depressione, cosa che accade quando è sotto l'effetto placebo, allora sono maggiori le probabilità che possa superare la depressione con l'aiuto di veri e propri farmaci. Diversamente, i cervelli che non hanno lo stesso tipo di reazione con il placebo, faticano di più ad ottenere buoni riscontri dal farmaco. Quanto scoperto potrebbe contribuire alla realizzazione di migliori trattamenti utili a curare i 350 milioni di persone depresse che esistono al mondo.

Lo studio ha scoperto che, quando i pazienti sono sotto placebo, il sistema antidolorifico naturale che abbiamo nel cervello, quello dei recettori oppioidi Mu, risponde al dolore, inoltre esiste una variazione genetica che rende alcune persone più predisposte a rispondere ai falsi antidolorifici.

Tra i partecipanti analizzati, gli scienziati hanno notato che coloro i quali rispondevano al placebo migliorando i sintomi della depressione erano proprio gli stessi che avevano la reazione più forte del sistema oppioide Mu nelle regioni del cervello coinvolte nelle emozioni e nella depressione e, sempre loro, miglioravano ancor di più una volta somministrato lo psicofarmaco.

I risultati ottenuti, spiegano i ricercatori, sono importanti perché dimostrano che, per alcuni pazienti, si potrebbe optare per terapie che insistono sulla naturale resilienza del soggetto stesso.