Abbiamo tutti sentito parlare della crisi di mezza età e abbiamo imparato a conoscere questo periodo come una fase in cui gli uomini tendono a comportarsi nuovamente come dei ragazzini per non arrendersi agli effetti della gravità e degli anni che passano. Ma la crisi di mezza età esiste davvero? Una risposta su The Conversation arriva dal professore di psicologia della University of Melbourne, Nick Haslam, che ci spiega cosa sia esattamente e perché non è ciò che pensiamo.

Cos’è la mezza età. Prima di parlare di crisi di mezza età dovremmo avere chiaro cosa sia, o meglio quando sia la mezza età. Non c’è una risposta esatta in termini numerici, gli studi effettuati in materia sulla percezione degli uomini sull’età definita ‘mezza’ i valori varia da 30 a 50. Ma com’è possibile? Lo psicologo spiega che quello della mezza età è in realtà un concetto esistenziale legato alla morte. In pratica attraversiamo la mezza età quando la morte non la percepiamo più come qualcosa che riguarda gli altri e che può colpire gli altri (i nonni o i genitori), ma che interessa a noi: cioè entriamo nella mezza età quando smettiamo di sentirci immortali come da adolescenti e iniziamo a capire che la morte poi non è così lontana.

Perché andiamo in crisi. È chiaro che nel momento in cui iniziamo a vivere la morte come una questione personale con la quale interfacciarci, finiamo per mettere in discussione in toto la nostra esistenza: ho raggiunto gli obiettivi prefissati quando ero giovane? Mi sono divertito abbastanza? Ho avuto sufficienti relazioni sentimentali o sessuali? Ho speso i miei soldi per cose che volevo? E con le domande esistenziali potremmo proseguire pressoché all’infinito. La crisi di mezza età dunque è quella fase in cui in un certo senso scavalliamo un apice esistenziale che ci obbliga a guardare dall’alto il cammino che abbiamo fatto e a valutarlo.

La crisi di mezza età è un’opportunità. La crisi di mezza età dovrebbe dunque essere considerata una grande opportunità per sistemare tutte quelle cose che ci sembrano fuori posto nella nostra vita, per realizzare sogni di cui ci eravamo dimenticati e per ritrovare lo stimolo e la motivazione per una nuova fase. Insomma, l’idea pessimista della crisi di mezza età dovrebbe essere sostituita da quella opportunistica, insomma più che crisi, dovremmo definirla momento di crescita.