Un interruttore accende la crescita delle piante
in foto: Un interruttore accende la crescita delle piante

Uno studio realizzato dall'istituto giapponese Riken rivela che la crescita delle piante può essere controllata grazie ad un ‘interruttore' di recente scoperta.

Una scoperta ‘naturale'

Pubblicato su The Plant Cell, lo studio “Formation and Dissociation of the BSS1 Protein Complex Regulates Plant Development via Brassinosteroid Signaling” (Formazione e dissociazione della complesso proteico BSS1 che regola lo sviluppo delle piante attraverso la segnalazione di brassinosteroidi), realizzato con la collaborazione dell'Università di Tokio, offre nuove speranze per lo sviluppo di piante “utili per i raccolti e la produzione di biomassa, oltre che per contribuire alla riduzione dell'anidride carbonica atmosferica”, come spiega il professore coordinatore Takeshi Nakano.

On/Off

Controllare la crescita delle piante per migliorare l'aria che respiriamo
in foto: Controllare la crescita delle piante per migliorare l'aria che respiriamo

A regolare lo sviluppo delle piante sarebbe un interruttore molecolare in grado di controllare vari aspetti del loro sviluppo: dall'attività delle cellule, al trasporto delle sostanze nutritive, fino alle capacità di adattamento alla diverse fonti di luce a cui sono esposte. Il “pulsante” naturale sarebbe una proteina, la BIL-1, che regola 3.000 dei 30.000 geni della pianta Arabidopsis (la pianta modello che in generale viene usata negli studi di genetica) e che entra in funzione quando riesce ad inserirsi all'interno del nucleo della cellula. Analizzandola a fondo, gli studiosi giapponesi hanno scoperto che questo meccanismo di passaggio avviene grazie all'intervento dei brassinosteroidi, fitormoni che giocano un ruolo fondamentale nell'accrescimento della pianta. Quando questi penetrano nella cellula, liberano la proteina BIL-1 bloccata dalla proteina inibitrice BSS-1.

In futuro

Poter quindi sbloccare la proteina BIL-1 significa controllare la crescita delle piante. Le implicazioni per il futuro risultano evidenti: si potrà migliorare la resa dei raccolti, produrre biomassa e, attraverso la fotosintesi controllata, catturare l'anidride carbonica e migliorare l'aria che respiriamo.