Le cravatte, simbolo internazionale dell'eleganza maschile e spesso capo d'abbigliamento obbligato per un uomo d'affari, ci rendono più stupidi. La storia dell'odierna cravatta nasce dalla sanguinosa guerra dei 30 anni, fra Francia e Inghilterra, nella prima meta del 1600. I soldati mercenari croati infatti erano soliti indossare un foulard stretto sul collo, vezzo che deve essere piaciuto tantissimo ai francesi, poiché dette vita ad una vera e propria moda che ora però viene messa in discussione. E non è una guerra fra casual e classico, ma la ricerca di uno studio tedesco dell'ospedale universitario Schleswig-Holstein di Kiel. Lo studio dimostra che il nodo stretto sulla camicia riduce sensibilmente l'afflusso di sangue al cervello, rendendolo meno "intelligente".

All'esame in cravatta. Il piccolo studio ha preso in esame 30 giovani ragazzi in salute, senza malattie cardiovascolari pregresse e li ha divisi in 2 gruppi uguali. Al primo gruppo è stata regalata una cravatta per un'occasione speciale, una MRI (tomografia a risonanza magnetica) che ne valutasse il flusso arterioso cerebrale. I volontari dovevano indossarla, applicando un nodo full Windsor (il più stretto), e sottoporsi all'esame clinico, mentre il restante campione veniva monitorato con il colletto della camicia non proprio elegantemente aperto, come gruppo controllo.

La cravatta ti strozza. La cravatta troppo stretta riduce, anche se nei limiti clinici, il CBF (il flusso sanguigno cerebrale) o in poche parole l'irrorazione del cervello, fondamentale per il corretto svolgimento delle funzioni dell'organo. I dati della MRI dimostrano che, a causa dell'aumentata pressione cranica, i valori diminuiscono fra il 7,5 e il 12%, non abbastanza per procurare danni, ma sufficiente per limitare la funzione cerebrale. Nonostante i limiti di uno studio così ridotto, il mancato afflusso sanguigno non è il primo effetto collaterale imputato alla cravatta e sempre più uomini d'affari la stanno abbandonando, per passare a un vestiario più "smart" e comodo per il lavoro.