Iniziamo una nuova rubrica dedicata alla scoperta di tutti quegli animali che incontriamo nel nostro quotidiano, e non, che ci spaventano e dei quali conosciamo poco. Cosa fare con le invasioni di formiche? Come dobbiamo comportarci di fronte ad un ragno? Che succede se troviamo una cimice nel letto? Per avvicinarci al mondo degli insetti, dei ragni, dei rettili e degli anfibi, sposteremo il nostro punto di vista e ci metteremo nei loro panni, immaginandoci un'improbabile intervista attraverso la quale scopriremo tutto ciò che c'è da sapere su questi animali così affascinanti. Oggi con Fanpage.it cominciamo con le cimici asiatiche, di loro si sta parlando molto in questa prima parte di autunno. La loro presenza è stata definitiva una vera e propria invasione, dal Friuli Venezia Giulia al Veneto, le cimici asiatiche hanno fatto scattare l'allarme tanto che alcuni comuni hanno richiesto lo stato di calamità. Alcuni cittadini hanno dichiarato di non poter aprire le finestre per paura di ritrovarsi la casa piena di questi animali che, richiamati dal clima mite domestico, non resistono alla tentazione di trovare riparo dal freddo in arrivo. Ma chi sono le Cimici cinesi, o Asiatiche? Lo abbiamo chiesto a una di loro.

Come ti chiami?

"Il mio nome è Halyomorpha halys, ma tutti mi chiamano Cimice Asiatica o Cimice Cinese, questo perché sono originaria della Cina, del Giappone e di Taiwan, in generale dell'Asia Orientale."

Chi sei?

"Appartengo all'ordine Rhychota, sottordine Heteroptera, famiglia Pentatomidae e sono stata classificata dall'entomologo Carl Stål nel 1855. Come dicevo, provengo dall'Asia Orientale, ma ho raggiunto gli Stati Uniti negli anni '90 per poi arrivare in Europa nei primi anni 2000."

Dove vivi?

"Attualmente vivo in Italia, apprezzo il clima mite di questo Paese, e in particolare potete trovarmi nelle Regioni a nord, anche se ultimamente ho visitato con piacere la Toscana. Qualche anno fa ho fatto impazzire l'Emilia Romagna, a quanto pare il mio stile di vita risulta dannoso per le colture agrarie di questa zona, per questo gli abitanti hanno cercato di scacciarmi. Non posso dargli torto, ma che ci vuoi fare, questa è la vita, ciascuno fa del suo meglio per sopravvivere: certo è che contro gli esseri umani non è mai una lotta semplice."

Tre aggettivi per descriverti e spiegaci perché

"Golosa, socievole e resistente.

  • Mi definiscono “infestante”, ma io preferisco considerarmi semplicemente golosa. In primavera mi faccio certe scorpacciate di pesche, mele, fagioli, soia, ciliegie, lamponi, pere, albicocche, uva, mais e girasoli tanto che, come ti dicevo, ho recato qualche danno, anzi un bel po', alle colture frutticole dell'Emilia Romagna un paio di anni fa. Il problema è che attraverso il mio apparato boccale secerno una saliva che provoca reazioni biochimiche tali da indurre i tessuti vegetali in necrosi, in pratica involontariamente faccio del male alla piante e i frutti si deformano, perdono di qualità, vengono deprezzati e i coltivatori pagano le conseguenze della mia natura. Mi spiace molto.
  • Sono molto socievole, ma questa mia caratteristica mi fa odiare ancor di più dagli esseri umani. Quando si avvicina la stagione fredda infatti, a noi cimici piace radunarci in grandi gruppi in zone protette e asciutte, gli edifici, le vostre abitazioni o i capannoni sono luoghi ideali in cui andare a svernare, ne sanno qualcosa in Friuli Venezia Giulia e in Veneto, come avete detto anche voi di Fanpage.it."

Ma siete pericolose per noi umani?

"Ecco, questo è un punto importante. So che un po' vi facciamo schifo, dai ammettetelo, però non siamo pericolose, non vi pungiamo. Ci definite infatti un “rischio fitosanitario”, cioè una minaccia per le piante."

Ma torniamo agli aggettivi, cosa intendi per resistente?

"Come ti dicevo, noi cimici asiatiche siamo molto socievoli e ci riproduciamo anche due volte all'anno in Italia. Verso giugno e luglio, le femmine depongono le uova a gruppi di 30, di solito sulla parte inferiore delle foglie dove i nostri piccoli sono più protetti. Diventiamo adulte a fine agosto, quando cambiamo colore e ci prepariamo per l'autunno. Vista la nostra presenza massiva, la rapidità di movimento e la facilità di adattamento, per voi umani diventa difficile mandarci via."

Hai qualche consiglio da darci per allontanarvi?

"Potete utilizzare del sapone di Marsiglia, che è efficace e non pericoloso per l'ambiente e i frutti. Esiste anche un tipo particolare di trappola che contiene feromoni di aggregazione: in pratica puntate sulla nostra socievolezza per attirarci in un punto e farci fuori. Per semplicità optate per le zanzariere e sigillate i luoghi dell'abitazione da cui potremmo entrare. Per voi è una dura lotta perché i classici insetticidi non funzionano con noi."

Hai detto che una volta adulta cambi colore, in che senso?

"Come puoi vedere attualmente il mio colore è marmorizzato grigio-marrone e sono lunga tra 1,2 e 1,7 centimetri, ho ali anteriori dure e coriacee, e la mia parte apicale membranosa presenta delle striature, quanto alle ali posteriori anch'esse sono membranose. Prima di raggiungere questo aspetto però, siamo rosse e gialle con striature nere."

Un'ultima domanda un po' imbarazzante: perché puzzate quando vi schiacciamo?

"Non farmici pensare, che paura, spero che quel giorno non arrivi mai. In ogni caso ti spiego cosa succede. Noi cimici asiatiche siamo dotate di ghiandole odorifere che hanno uno sbocco verso l'esterno e che ci servono come vere e proprie armi da difesa. Queste ghiandole contengono sostanze volatili ad azione repellente e hanno un odore sgradevole, quando ci vediamo venire incontro un libro, una scopa o una scarpa, diciamo quando capiamo che state tentando di ucciderci, in risposta noi liberiamo le ghiandole e, come dite voi, “puzziamo”. Lo stesso effetto lo ottenete quando ci schiacciate senza darci il tempo di provare a scacciarvi."

Hai qualcosa da dire agli esseri umani?

"Sì, vorrei invitarvi a vederci come coinquilini sgraditi e non come esseri schifosi. Se scegliete di conoscerci e non di spaventarvi, vi verrà più facile liberarvi di noi senza ucciderci, senza urlare e senza rischiare di fare incidenti in auto solo perché ci vedete appoggiate al vostro cruscotto dove, probabilmente, ci siamo finite per sbaglio."