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La carne rossa incrementa il rischio di morte legato al cancro e ad altre malattie

I ricercatori hanno scoperto che maggiore è il consumo di carne rossa e lavorata, maggiore è il rischio di morte, in particolare legato a 9 malattie come cancro, diabete, ictus e Alzheimer.
A cura di Zeina Ayache
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La carne rossa è di nuovo sotto accusa: i ricercatori hanno scoperto che incrementa davvero il rischio di morte in generale e, nello specifico, legato allo sviluppo di nove malattie. Lo studio, che analizza la corrispondenza tra il consumo di carne e il rischio di morte, è stato pubblicato sulla rivista scientifica The British Medical Journal ed intitolato “Mortality from different causes associated with meat, heme iron, nitrates, and nitrites in the NIH-AARP Diet and Health Study: population based cohort study”.

OMS: la carne rossa è cancerogena. Facciamo chiarezza.

Lo studio. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti all'interno di un lungo studio che ha compreso 536.969 persone tra i 50 e il 71 anni che mangiano regolarmente carne rossa, carne lavorata e carne bianca. Successivamente hanno preso in considerazione le quantità di carne consumata e le hanno messe a confronto con le malattie sviluppate e i casi di decessi.

I risultati. Dai risultati ottenuti è emerso che maggiore è il consumo di carne, maggiore è il rischio di morire, in particolare per quanto riguarda nove specifiche condizioni cliniche: problemi cardiaci, ictus, diabete, tumori, patologie renali, patologie epatiche, Alzheimer, malattie respiratorie e infezioni.

Come è possibile. Ma cosa provoca questo incremento del rischio? Secondo i ricercatori la causa delle morti potrebbero essere il ferro eme (il ferro che si trova negli alimenti di origine animale), i nitrati e i nitriti. E non è tutto. Gli scienziati spiegano che la carne rossa è responsabile anche dello sviluppo sessuale precoce e dell'antibiotico resistenza.

Gli effetti cancerogeni della carne rossa. 

Carne ieri e oggi. Chi difende il consumo di carne spesso si giustifica sostenendo che da sempre ci nutriamo di questi alimenti. Se è vero che la carne fa parte della nostra dieta da tempo, dobbiamo però considerare che negli ultimi anni le quantità sono aumentate esponenzialmente: i nostri antenati mangiavano carne circa una volta a settimana, per un totale di 5-10 chili all'anno, oggi mediamente ne mangiamo 10 volte di più.

L'inquinamento globale provocato dagli allevamenti intensivi.

Conclusioni. È consigliabile ridurre il consumo di carne rossa sia per l'impatto che gli allevamenti intensivi hanno sull'ambiente (rappresentano infatti la principale causa dell'inquinamento globale), sia perché incrementa il rischio di morte.

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