La ricetta per la felicità forse non esiste, ma il nostro cervello inconsciamente prova ad aiutarci a trovare il giusto equilibrio che possa soddisfarci sia oggi sia domani. Secondo i ricercatori del Boston Children's Hospital, a permetterci di essere felici sul lungo periodo è la capacità di rinunciare alla felicità del presente. In pratica, attraverso un fine meccanismo di equilibri, riusciamo ad impostare le giuste basi per la serenità del domani. Lo studio, intitolato “Hedonism and the choice of everyday activities” e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, sottolinea dunque come l'edonismo più estremo non sia applicabile alla quotidianità che semmai ne preferisce uno più flessibile.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno sviluppato un'applicazione distribuita a 28.000 persone grazie alla quale è stato possibile monitorare in tempo reale le attività svolte dai partecipanti e il loro stato emotivo. In una scala da 0 (poco felice) a 100 (molto felice), ai partecipanti veniva chiesto di indicare quanto fossero felici in un determinato momento e di scegliere, da una lista, il tipo di attività che stavano svolgendo.

I dati raccolti hanno dimostrato che quando siamo felici tendiamo a svolgere attività che abbassano il livello di felicità perché poco interessanti o piacevoli (come lavorare o pulire casa), quando invece siamo tristi tendiamo a svolgere attività che incrementano il livello di felicità (come fare sport, chiamare gli amici o uscire). In pratica le nostre scelte future dipendono dallo stato emotivo attuale in base al quale rinunciamo a parte della nostra felicità nella speranza di averne di più domani.

Insomma, l'edonismo più estremo, quello che mira a cercare sempre e comunque il piacere, non fa parte di noi che, nella maggior parte dei casi, preferiamo la gallina domani, all'uovo oggi.

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