I ricercatori della University of California Los Angeles fanno sapere che gli adulti che praticano regolarmente attività fisica hanno un cervello più grande e rischiano meno di sviluppare la demenza senile. Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno seguito una gruppo di anziani per circa un anno così da poter esaminare l'associazione presupposta tra attività fisica e il rischio di demenza. I risultati dello studio, intitolato “Physical Activity, Brain Volume, and Dementia Risk: The Framingham Study”, sono stati pubblicati su Journals of Gerontology Series A: Biological Sciences and Medical Sciences.

Gli scienziati spiegano che l'attività fisica ha effetti positivi sull'ippocampo, quella parte del cervello che si trova nel lobo temporale che svolge un importante ruolo nella memoria a lungo termine, ma anche nella navigazione spaziale. L'ippocampo inoltre è una delle prime regioni del cervello che subisce danni nei pazienti malati di Alzheimer, le lesioni infatti portano a deficit della memoria e disorientamento. Stimolare questa parte del cervello, attraverso l'attività fisica, si suppone possa dunque ridurre il rischio demenza. E questo è ciò che i ricercatori dell'UCLA hanno dimostrato.

Dai test effettuati sui partecipanti seguiti nel corso dello studio, è risultato che coloro i quali svolgevano regolare attività fisica rischiavano meno di subire deterioramenti delle capacità intellettive e quindi demenza, così come lo stesso cervello risultava di dimensioni più grandi rispetto a coloro che invece non praticavano sport e che avevano uno stile di vita piuttosto sedentario.

Non è chiaro ancora quale sia la quantità di sport necessaria per ridurre, a livello percentuale, il rischio di demenza, quello che sottolineano però i ricercatori è che non è mai troppo tardi per allenare il corpo e quindi la mente riuscendo a ritardare o almeno ridurre le probabilità di subire deficit cognitivi.

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