L'acqua della piscina di Rio 2016, quella utilizzata per i tuffi sincronizzati da 10 metri di altezza, ha attirato l'attenzione del mondo intero. Era impossibile non notare la differenza di colore rispetto alla piscina accanto, quella dedicata al nuoto, o anche solo rispetto ai giorni precedenti. Il color verde della piscina dei tuffi, quella che ha visto le cinesi Ruolin Chen e Huixia Liu vincere la medaglia d'oro, ha sollevato molte domande, una su tutte: perché? Vi rispondiamo subito dicendovi che non c'è alcuna scelta estetica dietro a questo cambio di tinta e, a dirla tutta, gli stessi responsabili del Maria Lenk Aquatics Centre, così come quelli delle Olimpiadi, non hanno fornito una vera e propria spiegazione.

[Foto di Tom Daley]

Coloro che lavorano in contesti simili o che gestiscono piscine però non hanno dubbi: qualcosa non ha funzionato nei filtri o nella regolazione del cloro che agisce da alghicida e le alghe hanno preso il sopravvento. Il fenomeno in inglese si chiama “algal bloom” e indica la proliferazione di alghe il cui accumulo modifica il colore dell'acqua, nello specifico, responsabili del verde potrebbero essere stati i cianobatteri definiti impropriamente anche “alghe blu-verdi”. Nulla di tossico o dannoso per la salute, per lo meno secondo quanto dichiarato dal Maria Lenk Aquatics Centre che in un comunicato ufficiale scrive: “Abbiamo effettuato i test sull'acqua che non risulta dannosa per la salute degli atleti”. E ancora: “Stiamo indagando sulle cause di questa situazione ma siamo contenti di dirvi che la gara è stata completata con successo”.

Dal canto suo la FINA (Fédération Internationale del Natation) fa sapere di aver condotto alcuni test sulla qualità dell'acqua e di essere giunta alla conclusione che non ci sono rischi per la salute degli atleti. Secondo la FINA ad aver causato il cambio di colore sarebbero state alcune sostanze chimiche utilizzate di solito per il trattamento dell'acqua che avrebbero a loro volta modificato il ph dell'acqua provocandone la decolorazione.

Per quanto il colore verde dell'acqua non abbia rallentato, impedito o danneggiato la competizione, resta comunque sconcertante un simile evento in un'occasione tanto importante, ma Rio 2016 non è nuova quanto a scarsa qualità dell'acqua: vi ricordiamo infatti che gli scienziati hanno invitato gli atleti a non mettere la testa sott'acqua in mare durante le gare di vela, canoa e kayak a causa dell'eccessiva presenza di feci umane e batteri potenzialmente pericolosi.