Lui si chiama Julián Ríos Cantú, ha 18 anni è messicano e ha inventato un reggiseno in grado di diagnosticare il cancro. Questa sua scoperta ha fatto immediatamente il giro del mondo, ma prima di poter cantare vittoria è necessario fare chiarezza sulla reale efficacia di questo strumento.

Perché un reggiseno contro il tumore. Julián racconta che, quando aveva 13 anni, a sua madre fu diagnosticato un cancro al seno per il quale ha rischiato di morire: la diagnosi non era stata precoce, ma tardiva. Inizialmente infatti i medici le dissero che il tumore non era maligno, sei mesi dopo, con una seconda mammografia, scoprirono invece che si trattava di una forma cancerosa per la quale le sono stati rimossi i seni.

Eva, il reggiseno. Dopo l'esperienza vissuta con la madre, il giovane ha iniziato a studiare un metodo di diagnosi precoce efficace e così ha ideato “Eva”, un reggiseno costituito da sensori che monitorano il seno e avvisano, attraverso un'applicazione, in caso di eventuali anomalie.

C'è un però. Il reggiseno attualmente non è sul mercato, non è stato testato completamente e non ha ottenuto alcuna certificazione medica. “Eva” è infatti ancora solo un prototipo. Julián, insieme ad altre tre amici, ha fondato una compagnia, la Higia Technologies, e il prodotto a cui stanno lavorando è ancora in fase di verifica.

Ma come funzionerebbe. Il reggiseno dovrebbe essere indossato tra i 60 e i 90 minuti a settimana, spiega il giovane alla BBC, e valuta le variazioni della temperatura dei seni. Per quanto questo sintomo sia tra quelli relativi al tumore al seno, non può però essere considerato l'unico. Altri sono dolori al seno, liquidi dai capezzoli, dimensioni e forma del seno diverse rispetto alla norma. In ogni caso per una diagnosi, ad oggi, non è possibile affidarsi ad un reggiseno.

[Foto copertina di Higia Technologies]