Il telescopio tanto atteso della NASA, il James Webb, verrà lanciato nel 2019, tra marzo e giugno, dalla Guiana Francese qualche mese dopo rispetto all'ottobre 2018 per cui era previsto. Se c'è delusione tra gli appassionati che ormai stanno quasi perdendo le speranze di vedere il James Webb al lavoro, dalla NASA arrivano rassicurazioni: il telescopio non ha problemi, solo ci stanno mettendo più del previsto.

James Webb manda in pensione Hubble. Il fighissimo James Webb (perché è obiettivamente fighissimo) manderà in pensione il telescopio Hubble che da ormai 27 anni ci permette di conoscere sempre meglio lo spazio. Se ci preoccupano i ritardi de James Webb, forse dovremmo ricordarci che anche per Hubble la data di lancio fu rimandata dal 1983 al 1990: insomma, c'è speranza.

Perché il James Webb è tanto atteso. Il James Webb è un telescopio che ha uno specchio di 6,5 metri e avrà il compito di permetterci di osservare l'universo e conoscerne la storia per le prossime decadi: ci potrà fornire risposte aggiornate sul Big Bang, sulla formazione del sistema solare, sul perché sulla Terra ci sia vita e su come ci stiamo evolvendo, insomma butterà più di occhio sul nostro passato, ma anche sul presente e sul futuro del nostro Pianeta.

Test in corso. Il James Webb è un telescopio ottimizzato per i raggi infrarossi ed è pensato per studiare proprio i fenomeni astrofisici, per questo la sua tecnologia deve essere testata in ogni minimo dettaglio. Come spiega Thomas Zurbuchen, della NASA Science Mission, “il cambio dela data di lancio non è dovuto a questioni legate all'hardware o a problemi con le performance tecniche. Ma l'integrazione di nuovi e vari elementi del veicolo spaziale sta richiedendo più tempo del previsto”. I test sono fondamentali per assicurarsi che il telescopi funzioni perfettamente prima di essere spedito nello spazio dove, per ovvi e comprensibili motivi, un'eventuale riparazione potrebbe richiedere uno sforzo enorme.