In Europa si parla molto di una ripresa dell’epidemia. Questo ancora non si vede nei decessi, che in Europa occidentale aumentano meno dell’1%”. Così il dott. Riccardo Spezia del Laboratorio di Chimica Teorica dell’Università Sorbona di Parigi e Direttore di Ricerca del CNRS, il Centro Nazionale di Ricerca Scientifica in Francia, nel report settimane sull’evoluzione dell’epidemia nel mondo. A livello globale i decessi aumentano del 4%, dato che rispecchia l’aumento osservato negli Usa (4%) mentre il numero di positivi su sfera mondiale aumento dell’8% (5,7% negli Usa).

Il punto sui numeri della pandemia di Covid-19

L’elaborazione del dott. Spezia sulla base dei dati della Johns Hopkins University indica un “aumento importante dei decessi in Romania (+9,4%), Bulgaria (+8,9%) e Grecia (6,2%). Come già visto in precedenza, il virus si propaga chiaramente spazialmente tra paesi limitrofi. La nota positiva è forse che l'aumento dei decessi in questi tre stati è inferiore di quanto era la settimana scorsa (+11, +11 e +7%, rispettivamente)”.

Riguardo invece all’aumento dei contagi, anche se in Italia la curva dei contagi è tornata a crescere, è la Grecia a indossare la maglia nera del continente. “La Grecia vede l’aumento maggiore (+22%), ma anche questo dato è in leggera flessione rispetto alla settimana precedente (+26%). Poi abbiamo la Spagna (+12,6%), la Romania (+11%) e la Repubblica Ceca (+9,5%). Mentre per la Romania questo dato è inferiore alla settimana scorsa (+14,4%) e stabile per la Repubblica Ceca (+9,1%), è aumento per la Spagna (era +9,0% la settimana scorsa). I dati in Italia sono ancora molto contenuti anche sui contagi settimanali (+1,8%), percentuale che è molto simile al valore della settimana scorsa (+1,3%). Come sappiamo, è invece più preoccupante la situazione in Francia, con un +8,9% dei contagi, in aumento (anche se non troppo) rispetto al +7,5% della settimana scorsa”.

Nel resto del mondo, il paese in cui si riporta il maggior aumento di decessi è l'Argentina, +21,5% rispetto alla settimana scorsa. Era un grande paese dell'America Latina finora poco colpito, ma a questo ritmo rischia di raggiungere gli altri (siamo ad oggi a 154 decessi per milione di abitanti, in Brasile sono 545). Altri paesi in netto aumento sono l'India (+13%), la Colombia (+12%) e il Sud Africa (+11%). In questi stati anche il numero di contagiati è in aumento (+16,5% in Argentina, +17,6% in India, +14% in Colombia) tranne in Sud Africa dove i contagi sono aumentati solo del 4%, buon indicatore di una possibile fase calante”.

Infine, l’analisi si sposta sugli Stati Uniti che guidano la classifica globale dei contagi. “Come già due settimane fa, gli stati più colpiti in primavera (ovvero gli stati della costa orientale, come New York e New Jersey) hanno un aumento minimo sia di decessi (0.1-0.2% per NY e NJ, per esempio) sia di casi confermati (1,3-1,5% per NY e NJ). Invece l'epidemia continua a colpire gli stati meno colpiti precedentemente. Oltre agli stati non-continentali (Hawaii +17.5% e Porto Rico +15.8%) abbiamo aumenti di decessi in doppia cifra in molti stati (ricordiamo che il valore complessivo su tutti gli USA è di +4%): South Carolina (+10%), Texas (+12.8%), Nevada (+12%), Tennessee (+16%), Arkansas (+12%), Oklahoma (+10,3%), Idaho (+13,7%), West Virginia (+10,6%), Whyoming (+23,3%). Questi valori sono ancora molto simili all'aumento dei contagi e anzi ci sono alcuni stati che superano il +10% nei contagi ma non nei decessi. Per questo saranno da controllare (e le popolazioni dovrebbero stare attente) la California (questa settimana +11% di contagiati, erano +7% la settimana scorsa), il South Dakota (+12,5%, erano solo +4% la settimana scorsa) e il Kansas (+15% contro un +16% della settimana scorsa)”.