Nei Paesi dove sono in atto campagne di vaccinazione contro la tubercolosi, il coronavirus Sars-Cov-2 si sta diffondendo più lentamente, con una sostanziale differenza in termini di incidenza di casi di Covid-19, decorso della polmonite interstiziale dovuta all’infezione e tassi di mortalità associati alla malattia rispetto a quei Paesi dove la vaccinazione anti-tubercolare su larga scala non è stata mai praticata oppure interrotta più di vent’anni fa, come ad esempio negli Stati Uniti e in Italia.

Il vaccino contro la tubercolosi riduce diffusione e forme gravi di Covid

Lo dimostra un nuovo studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di San Pietroburgo che evidenzia come la preparazione anti-tubercolare, ovvero il vaccino vivo attenuato BCG (bacillo di Calmette e Guérin), sia associata benefici a medio-lungo termine sia nei confronti di alcune malattie autoimmuni e tumori delle cellule linfoidi, sia di altre infezioni, compresa quella da coronavirus Sars-Cov-2. Si tratta di effetti “non specifici” che, a detta degli studiosi, nel caso dell’infezione da nuovo coronavirus, sono attribuibili all’attivazione di una risposta immunitaria locale sulle mucose dell’apparato respiratorio, ovvero le membrane tissutali attraverso cui si diffonde il patogeno. Secondo i ricercatori,  il vaccino BCG svolge un’azione assimilabile a un “allenamento” del sistema immunitario, innescando una risposta che attiva monociti, macrofagi e cellule natural killer in grado di affrontare le infezioni in maniera più efficace. Inoltre, l’interferone gamma (IFN-γ), una citochina prodotta dai linfociti B e T dopo la vaccinazione, e altri mediatori possono migliorare il decorso di Covid-19.

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Juvenis Scientia, indicano un tasso di mortalità per Covid-19 inferiore nei Paesi in cui si sono svolte o sono ancora oggi in atto campagne di vaccinazione anti-tubercolare, soprattutto dove il vaccino è somministrato nella prima infanzia o si pratica la rivaccinazione. Questi Paesi sono Finlandia, Cina, Giappone, Corea, Russia e altri Paesi dell’Est Europa, dell’Asia Centrale e Meridionale e dell’Africa. “C’è ragione di ritenere che, negli adulti e negli anziani che non sono stati vaccinati nella prima infanzia, l’effetto della somministrazione tardiva del vaccino sarà significativamente inferiore – ha spiegato il professor Leonid Churilov, direttore del Dipartimento di Patologia all’Università di San Pietroburgo e autore principale dello studio – . Allo stesso tempo ci sono documenti di ricerca di scienziati dei Paesi Bassi, dove il BCG non viene somministrato durante l’infanzia che indicano che la vaccinazione negli adulti non peggiora e, forse, attenua in qualche modo il decorso della malattia da nuovo coronavirus Sars-Cov-2.

Riguardo all’associazione tra vaccinazione anti-tubercolare, diminuzione della diffusione di Covid-19 e severità della malattia, gli autori dello studio indicano che questi risultati sono confermati anche da altri team di ricerca in studi internazionali condotti negli Stati Uniti, in Germania, Canada, India e Iran. “L’agente eziologico dell’infezione da coronavirus Sars-Cov-2 e il BCG hanno peptidi comuni – ha evidenziato Iana Ivashkevich, dottoressa di Fisiopatologia generale e prima autrice dello studio – . Questo significa che è possibile che la vaccinazione abbia indotto un’immunità crociata. Attualmente, sono in corso ampi test clinici sul vaccino BCG e sperimentazioni sul suo utilizzo nella prevenzione dell’infezione da coronavirus, ad esempio nei Paesi Bassi e in Australia, per cui vedremo presto se i nostri dati saranno ulteriormente confermati”.