Gattaro o canaro, questo è il problema. Le nostre giornate social sono scandite dall'eterna lotta tra i cani e i gatti, condivisioni di video virali che ci raccontano quello che noi pensiamo di questi animali: i primi sono allegri, giocosi e non vedono l'ora di stare con noi, i secondo invece fondamentalmente meditano come ucciderci e/o evadere dalla prigione dorata in cui li abbiamo costretti. Tutti noi sappiamo chiaramente che questi sono luoghi comuni, ma come per il cane è difficile sfatare il mio della sua ingenuità, per i gatti è altrettanto complicato convincere chi non li conosce che sono affettuosi e che adorano relazionarsi con noi.

Se le dicerie non vengono in nostro aiuto, a dare un supporto morale ai difensori dei gatti questa volta è la scienza. Eh sì, i ricercatori della Oregon State University hanno infatti scoperto che i gatti non solo non ci detestano, ma anzi vorrebbero che trascorrere molto più tempo con noi, preferendoci ai mille giochi che fanno in autonomia, o forse dovremmo dire solitudine.

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Siamo abituati a pensare che i gatti non sono ‘addestrabili', socievoli o interessati all'interazione, in realtà il problema sta in ciò che gli proponiamo. Riflettiamo: cos'è che ci smuove e ci porta a fare le attività che più ci piacciono? La motivazione. Ecco, siamo sicuri di motivare adeguatamente i nostri gatti?

I ricercatori hanno testato le reazioni di due gruppi di gatti, di casa e di gattile, in relazione all'interazione con l'essere umano, al cibo, ai giochi e agli odori. I dati raccolti hanno dimostrato che i gatti preferiscono l'uomo. Insomma, se il nostro gatto non ci considera, forse è perché siamo noi che non siamo interessanti o che lo ignoriamo pensando che preferisca rincorrere un topolino meccanico.

[Foto di MemoryCatcher]