Mentre l'Italia si ferma e gli uffici, le scuole e i luoghi pubblici di tutto il mondo vengono chiusi, l'industria del sesso non sembra volersi fermare. Nemmeno quella degli incontri fisici, come sottolinea un pezzo del New York Post relativo all'organizzazione di un'orgia a Los Angeles che, secondo gli organizzatori, si farà. "Eventi" pubblici a parte, quello del sesso ai tempi del coronavirus è un argomento fondamentale, non tanto per quanto riguarda gli incontri tra fidanzati, quanto per quelli "al buio", la cui mole non sembra essere stata intaccata dal virus: lo dimostra l'aumento di ricerche relative all'app di incontri Tinder.

Al di là di situazioni come l'orgia di Los Angeles, la riflessione merita di essere applicata anche agli incontri occasionali, tenendo ben presente che le indicazioni al momento sono quelle di uscire solamente per questioni essenziali, come fare la spesa o acquistare medicine. Anche perché l'incontro, anche privato, oltre a non essere contemplato ci espone a una persona di cui non conosciamo la storia. "Il Coronavirus non è una malattia sessualmente trasmissibile" ha spiegato il dottor Muhammad Munir, del dipartimento di scienze biomediche dell'Università di Lancaster. "Ma durante il sesso c'è un contatto molto stretto tra due individui e le possibilità di contagiarsi sono praticamente del 100 percento".

Dato che i sintomi possono apparire anche dopo cinque giorni dopo aver contratto il virus, è ovviamente un rischio esporsi a una persona che non si conosce incontrata su app come Tinder. "Anche se non vi baciate, potete comunque passarvi il virus" spiega il dottore. "Le mani possono essere contaminate". Oltre all'ovvia trasmissione aerea, che nel caso di un rapporto tra due persone è praticamente certa vista la distanza ravvicinata e la costante esposizione al Droplet, cioè le goccioline di saliva che vengono espulse dalla bocca e che trasmettono il virus. "Gli appuntamenti hanno un alto rischio di trasmissione" continua Munir. "Perché si ha un prolungato contatto con l'altra persona. Più è lungo il contatto, più alto è il pericolo di trasmissione".