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Razzo cinese in caduta sulla Terra
5 Maggio 2021
11:46

Razzo cinese fuori controllo: “Previsto il giorno dell’impatto”

Secondo i calcoli del Pentagono, lo stadio del razzo spaziale Long March 5B in caduta libera verso la Terra dovrebbe entrare nell’atmosfera intorno all’8 maggio. “Il punto esatto potrà essere individuato solo a poche ore dall’impatto”.
A cura di Valeria Aiello
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Anche il Pentagono sta seguendo la caduta incontrollata dello stadio del razzo cinese Long March 5B che la scorsa settimana ha portato in orbita il primo modulo della stazione spaziale Tiangong. Secondo le prime previsioni del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, lo stadio dovrebbe entrare nell’atmosfera terrestre “intorno all’8 maggio” e, considerate le sue dimensioni – circa 30 metri di lunghezza e 5 metri di diametro – , molto probabilmente non verrà completamente disintegrato in atmosfera, sollevando preoccupazioni su dove cadranno i detriti e sui danni che potrebbero causare se colpiranno le aree abitate.

Il razzo cinese nei radar del Pentagono

Un portavoce del Dipartimento della Difesa, Mike Howard, ha affermato che il Comando spaziale degli Stati Uniti è a conoscenza e traccia la posizione dello stadio cinese Long March 5B nello spazio ma “il punto esatto di ingresso nell’atmosfera terrestre non potrà essere individuato fino a poche ore dal suo rientro, previsto intorno all’8 maggio”. Fino ad allora il 18th Space Control Squadron offrirà aggiornamenti quotidiani sulla sua posizione sul sito web www.space-track.org. “Forniremo ulteriori informazioni appena saranno disponibili” ha aggiunto Howard.

Sulla base del rilevamento spaziale, lo stadio del razzo risulta attualmente in rapida rotazione in un’orbita di altitudine compresa tra i 162 e 306 chilometri rispetto a un’orbita iniziale compresa tra i 170 e 372 chilometri. Senza la possibilità di riavviare i motori, lo stadio perderà gradualmente quota, soggetto alle fluttuazioni atmosferiche e altre variabili che, con l’alta velocità di rotazione (7 km/s), rendono difficile stimare accuratamente dove e quando avverrà l’impatto con l’atmosfera.

Ci aspettiamo che avvenga tra l’8 e il 10 maggio” ha indicato Jonathan McDowell, astrofisico presso l’Astrophysics Center dell’Università di Harvard che, tra le sue attività, segue gli oggetti in orbita terrestre. Con un’inclinazione orbitale di 41,5 gradi, la traiettoria dello stadio del Long March 5B  spazia in una fascia di latitudine che comprende “New York, Madrid e Pechino, fino al sud del Cile e Wellington, in Nuova Zelanda” e che include anche l’Italia centrale e meridionale. Il moto orbitale lo potrebbe quindi portare a rientrare nell’atmosfera terrestre in qualsiasi punto all’interno di questa zona.

Un aggiornamento del 4 maggio dalla californiana Aerospace Corporation prevede che il rientro avverrà il 9 maggio alle ore 04:37 GMT, con un margine di errore di più o meno 28 ore. Anche l’agenzia spaziale russa Roscomos ha indicato una finestra di rientro analoga, compresa tra le ore 21:00 del 7 maggio e le ore 16:00 del 9 maggio, con previsioni più accurate che arriveranno nei prossimi giorni. Secondo la rivista specialistica Space Newsla possibilità più probabile” è che i detriti spaziali finiscano in un’area disabitata come l’oceano. “Il rischio che una persona venga colpita è estremamente basso, stimato in una volta su diversi trilioni”.

La notizia del rientro incontrollato arriva un anno dopo la caduta dello stadio di un altro razzo cinese, avvenuta nel maggio 2020 sull’Africa occidentale, con i frammenti che allora colpirono alcuni villaggi della Costa d’Avorio. La pandemia di Covid-19 fece però passare in secondo piano quanto accaduto, sebbene la vicenda abbia aperto gli occhi della comunità spaziale. Secondo Holger Krag, capo dell’Ufficio del programma per la sicurezza spaziale dell’Agenzia spaziale europea, si stima che una massa media di circa 100 tonnellate rientri nell’atmosfera terrestre in modo incontrollato ogni anno. “È sempre difficile valutare la quantità di massa sopravvissuta all’impatto con l’atmosfera e il numero di frammenti senza conoscere il design dell’oggetto – ha affermato Krag – , ma una ragionevole ‘regola pratica’ è di circa il 20-40% della massa secca originale”.

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