Un team di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) sembrerebbe esser riuscito a sviluppare un dispositivo economico in grado di desalinizzare l’acqua e risolvere dunque in un sol colpo l’inevitabile crisi idrica globale. Tutto è cominciato come una sfida interna al centro di ricerca. Diversi scienziati, individuato un problema che affligge l’intera umanità, si sono affrontati in una vera e propria sfida per la vita, una competizione importante che sembra ora dare risposta a 2 miliardi di persone che non hanno accesso all’acqua potabile.

Crisi idrica destinata a colpire il mondo già dal 2025 – Sia chiaro, di tecnologie idonee alla potabilizzazione dell’acqua ne esistono tante, ma nessuna offre caratteristiche che ne possano facilitare la diffusione nei paesi più poveri del mondo. I metodi tradizionale hanno il grosso handicap del consumo: per funzionare richiedono un sacco di energia elettrica, ma questa non sempre è disponibile nelle aree rurali. L’osmosi inversa, interessante sotto molteplici aspetti, risulta molto potente, ma con il tempo le pompe possono perdere anche il 40% dell’acqua trattata.

Il dispositivo potrà fornire acqua potabile a 5.000 persone – Il nuovo dispositivo, creato da Amos Winter e Natasha Wright, risulta invece funzionale e idealmente perfetto. La macchina, stando a quanto riferito dallo stesso istituto di ricerca, si basa sulla elettrodialisi. I sali o gli inquinanti presenti nell’acqua vengono scomposti in ioni caricati positivamente e negativamente. Questi, grazie a delle speciali membrane caricate dalle batterie al piombo alimentate a loro volta da un pannello fotovoltaico, vengono attratti e quindi eliminati. L'energia accumulata durante il giorno, evidenziano gli esperti statunitensi, garantiscono 24 ore di funzionamento e una produzione giornaliera di acqua sufficiente per oltre 5.000 persone. "Funziona come un circuito elettrico – ha evidenziato Wright -. Gli ioni caricati positivamente vengono estratti dall’acqua grazie a degli elettrodi". Con elettrodialisi, hanno poi rimarcato i ricercatori, “si perde soltanto il 5 per cento dell'acqua trattata”.

A breve si partirà con progetti reali sul campo – La sperimentazione-concorso lanciata dal Mit ha avuto luogo nel deserto New Mexico e i cinque team di scienziati hanno avuto modo di testare sul campo la propria macchina: al migliore un assegno di 125 mila dollari. I progetti più interessanti, inoltre, beneficeranno di finanziamenti federali, per un massimo di 400 mila dollari, attraverso i quali realizzare degli impianti nei paesi più poveri del pianeta.