Il morbillo è più pericoloso di quanto pensassimo, questo è ciò che sostengono i ricercatori americani della University of California, Los Angeles, UCLA, che hanno scoperto come le complicazioni tipiche di questa malattia possano colpire i pazienti anche anni dopo il contagio, nello specifico il rischio riguarda la panencefalite subacuta sclerosante (PESS), una forma rara di encefalite non curabile e fatale nella maggior parte dei casi se non gestita con i farmaci specifici.

Cos'è la panencefalite subacuta sclerosante (PESS)

Quando il virus del morbillo persiste nel nostro tessuto cerebrale, può mutarsi al punto da sfociare il panencefalite subacuta sclerosante (PESS), un'infiammazione cerebrale e del midollo spinale che si presenta nei pazienti anche molti anni dopo il contagio del morbillo, in particolare nei soggetti che l'hanno contratto da bambini. In pratica il morbillo rimane latente fino a sfociare in questa infiammazione che da perdita della memoria, allucinazioni, cambiamenti dell'umore, rigidità muscolare, cecità fino alla morte nel giro di un paio di anni.

I rischi del morbillo

Il nuovo studio dei ricercatori dell'UCLA, intitolato Subacute Sclerosing Panencephalitis: the Devastating Measles Complication is More Common than We Think”, ha rivisto i calcoli ufficiali riguardanti l'incidenza del rischio di sviluppare la PESS. Fino ad oggi si pensava che le probabilità fossero di 1 su 100.000, la nuova analisi invece sostiene che, per chi si è ammalato prima dei 5 anni, il rischio è di 1 su 1.387, per quelli sotto l'anno di vita, il rischio sale a 1 su 609. Le conclusioni a cui sono arrivati gli scienziati sono il frutto dell'analisi dei dati raccolti da differenti casi registrati tra il 1998 e il 2015.

Quali sono i rischi per l'Italia

Se i risultati contenuti nello studio sono allarmanti, noi in Italia non dovremmo preoccuparci se siamo stati vaccinati contro il virus del morbillo.