Un’applicazione non permette ai siti di capire chi siamo
in foto: Un’applicazione non permette ai siti di capire chi siamo

Non sono solo i nostri dati online, le password o le ricerche che effettuiamo a svelare alle grandi aziende chi siamo, ma anche come le nostre dita si muovono sulla tastiera del computer. Questa tecnica, chiamata “behavioural biometric technology”, riesce infatti ad identificare, con grande precisione, la nostra persona calcolando quanto tempo ci mettiamo per digitare una parola, quanta pressione utilizziamo sui tasti o come muoviamo le dita sul touchpad. Sembrerebbe infatti che il nostro “comportamento su tastiera” sia unico come le impronte digitali.

Questa tecnologia capace di comprendere chi sia al computer, se da un lato viene accolta positivamente poiché potrebbe permette di sostituire le varie password che utilizziamo, dall'altro può risultare quanto meno inquietante, visto che, come spesso accade, non ci è possibile sapere chi verrà a conoscenza delle informazioni che, involontariamente, rilasciamo di noi stessi quando digitiamo al computer. E non è tutto. A nostra insaputa, esistono siti internet che analizzano già il nostro comportamento sulla tastiera.

Considerando i risvolti che questa raccolta di dati potrebbe avere, il fondatore di PasswordsCon Per Thorsheim e il consulente per la sicurezza informatica Paul Moore hanno sviluppato e testato un'applicazione che, dopo aver registrato la nostra interazione con un sito internet, ne altera le caratteristiche proteggendo così la nostra privacy. Il suo nome è Keyboard Privacy ed è disponibile su Chrome.

Per rendere attivo questo ‘inibitore di profiling', basta aggiungere al browser l'estensione da abilitare o disabilitare a piacimento. Sul suo blog, Paul Moore spiega nel dettaglio il funzionamento di Keyboard Privacy. Per farlo, prima si è registrato su BehavioSec, un sito che, con una precisione impressionante, è riuscito in brevissimo tempo ad identificare il comportamento alla tastiera di Paul, riconoscendolo ogni volta che vi accedeva. Successivamente, ha mostrato come, attivando la Keyboard Privacy, lo stesso BehavioSec non riuscisse più a identificarlo. In questo modo il ricercatore ha mantenuto protetta la sua privacy.