In una nota intitolata “Government of Japan: finalised documents for New Scientific Whale Research Program in the Antarctic Ocean (NEWREP-A)”, in governo giapponese fa sapere di essere pronto a dare il via alla stagione della caccia alle balene nell'Antartico e giustifica le proprie azioni definendole “a scopo scientifico”. Secondo quanto riportato nel documento ufficiale che spiega i contenuti scientifici del NEWREP-A, il governo giapponese dichiara che “al fine di preservare le risorse dell'Antartico per permetterne l'utilizzo e per comprendere gli effetti del cambiamento climatico, è scientificamente imperativo studiare attentamente i vari aspetti dell'ecosistema marino stesso dell'Antartico considerando i suoi animali e le loro dinamiche attraverso la raccolta e l'analisi scientifica dei dati”.

Per riassumere, il Giappone fa sapere di essere pronto ad uccidere 333 balenottere all'anno, quantità accettata e prevista dal Catch Limit Algorithm, che verranno utilizzate per scopi scientifici.

Quanto dichiarato dal Giappone non trova il consenso della comunità scientifica che ritiene come tali “studi” proposti dal Paese possano essere effettuati anche senza il raccoglimento “letale” di campioni, cioè senza dover uccidere gli animali studiati. A questo proposito il governo scrive però che, per ottenere i dati di cui ha bisogno, “è necessario adottare metodo letali”. Nello specifico, secondo i giapponesi, per ottenere i dati relativi all'età dei soggetti studiati, i metodi non letali non sarebbero efficaci e per questo ritengono indispensabile uccidere le balene.

Greenpeace si è già mossa spiegando nel dettaglio perché abbia scelto di schierarsi contro la nota del governo giapponese e ricorda che nel marzo 2014 la Corte internazionale di giustizia ha dichiarato non scientifici gli scopi del programma di caccia del Giappone che però non sembra voler rispettare quanto emesso dalla sentenza. Non ci resta che attendere per capire come le organizzazioni animaliste e i governi abbiano intenzione di reagire, la speranza è che se ne parli in occasione del COP21 attualmente in corso a Parigi.