Il colesterolo ‘cattivo’ a livelli troppo bassi fa male alla salute proprio come quello ad alti livelli, incrementando addirittura il rischio di ictus emorragico. Questo è quanto sostengono i ricercatori dell’Università della Pennsylvania che, attraverso il loro studio, ci spiegano come il colesterolo troppo basso sia dannoso. Ecco cosa c’è da sapere.

Lo studio. Gli scienziati hanno preso in considerazione 96.043 persone che non avevano mai avuto ictus, infarti o cancro all’inizio dello studio e ne hanno misurato i livelli di colesterolo ‘cattivo’, cioè quello chiamato LDL (lipoproteine a bassa densità) nel corso di nove anni di ricerca durante i quali hanno calcolato i casi di ictus emorragico.

I risultati. I dati raccolti hanno dimostrato che i soggetti con livelli tra 70 e 99 mg/dL avevano un rischio di ictus emorragico simile. Ma quando i livelli erano inferiori, quindi sotto i 70 mg/dL, il rischio di ictus emorragico incrementava significativamente. Stiamo parlando del 169% di probabilità in più di andare incontro a questa condizione per coloro che avevano un colesterolo ‘cattivo’ sotto i 50 mg/dL rispetto a quelli che si trovavano tra i 70 e i 99 mg/dL. Bisogna considerare che mediamente, il colesterolo ‘cattivo’ è ottimale quando il livello è di 100 mg/dL.

Cos’è l’ictus emorragico. Parliamo di ictus emorragico quando ci riferiamo ad un sanguinamento improvviso nel cervello e fra gli strati interni ed esterni del tessuto che lo ricopre. In pratica, andiamo incontro ad ictus emorragico quando si rompe o sanguina un vaso sanguigno che alimenta il cervello.

Il colesterolo ‘cattivo’. Il colesterolo ‘cattivo’, chiamato LDL (lipoproteine a bassa densità è quello che si deposita nelle pareti delle arterie, il colesterolo, in generale, è un grasso che è prodotto in parte dal nostro corpo e in parte da ciò che mangiamo ed è fondamentale per la digestione, la produzione di vitamina D ed è precursore degli ormoni come testoterone ed estrogeni.

Lo studio, intitolato "Low-density lipoprotein cholesterol and risk of intracerebral hemorrhage", è stato pubblicato su Neurology.