Il nostro cervello non vuole ricordare tutto, dimenticare è un processo fondamentale per fare spazio a nuovi e più importanti ricordi. A darci questa notizia sono i ricercato della University of Toronto e dell'Ospedale per Bambini Malati (SickKids) che su Neuron hanno pubblicato uno studio all'interno del quale ci spiegano come mai non dobbiamo preoccuparci se non ricordiamo tutto. Ma partiamo dal principio.

Ricordare e dimenticare. Per cultura siamo abituati a credere che sia fondamentale ricordare più cose possibili tanto che quando dimentichiamo qualcosa ci sentiamo quasi a disagio, eppure non dovremmo. La sensazione che abbiamo quando non ricordiamo un evento passato, ad esempio, è che il nostro cervello non sia stato in grado di ‘funzionare' in maniera efficiente. Però ci sbagliamo.

A ciascuno il suo. I ricercatori ci spiegano infatti che esistono due funzioni della memoria, una si chiama ‘persistenza' e implica l'immagazzinamento delle informazioni, l'altra invece è la transienza, che serve invece per dimenticare.

Dimenticare nell'ippocampo. L'aspetto interessante di questi neuroni che servono per farci dimenticare e che si trovano nell'ippocampo, è che si generano quando siamo molto piccoli: questo potrebbe spiegare come mai ci ricordiamo davvero poco di quanto abbiamo vissuto prima dei quattro anni.

Perché tanta fatica. Viene da chiedersi perché il nostro cervello si impegni tanto a ricordare e dimenticare. Secondo i ricercatori i motivi sono due:

  • le informazioni immagazzinate sono diventate vecchie e quindi non importanti da ricordare
  • esiste un concetto chiamato ‘regolarizzazione' che permette, ad esempio ai computer, di imparare a generalizzare in base ai dati raccolti. Per permettere questo è fondamentale capire quali informazioni siano prioritarie per prendere una decisione, così da accantonare quelle meno importanti.

Conclusioni. Insomma, lo studio ci dimostra che il nostro cervello si impegna a ricordare, tanto quanto a dimenticare, quindi se non scordiamo qualcosa, forse semplicemente non era importante.

[Foto copertina di congerdesign]