Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Lancet Planetary Health, mette in guardia dagli effetti del cambiamento climatico sulla diffusione delle malattie trasmesse dalle zanzare, prevedendo dove e quando l’aumento delle temperature e l’urbanizzazione abbasseranno i tassi di malaria, accrescendo invece quelli di altre malattie trasmesse dalle zanzare, come la Dengue e la Chikungunya. Il lavoro, condotto dai ricercatori della Stanford University avvisa di un “disastro” in termini di salute pubblica nell’Africa subsahariana e nel resto del Continente se le strategie di controllo della malaria non verranno integrate con le misure per il contrasto dei altri virus trasmessi dalle zanzare. “Il cambiamento climatico – dice la ricercatrice Erin Modecai, biologa e autrice principale dello studio – sta per riorganizzare il panorama delle malattie infettive. Focolai di Chikungunya e Dengue, come quelli che abbiamo visto di recente nell’Africa orientale, stanno diventando più frequenti in gran parte del Continente. Dobbiamo essere pronti a questa minaccia emergente”.

La diffusione di malaria e altre malattie trasmesse dalle zanzare

La zanzara Anopheles gambia, spiegano dall’Università di Stanford, trasmette la malaria, una malattia che colpisce più di 200 milioni di persone nell’Africa subsahariana e che ha ucciso più di 400.000 persone nel 2018. Per anni, gli sforzi di sanità pubblica nella regione hanno contrastato la diffusione della malattia con strategie di controllo che, tuttavia, non sono sufficienti a combattere la zanzara Aedes aegypti che può trasmettere una serie di malattie devastanti, come la febbre della Rift Valley, la febbre gialla, Zika, Chikungunya e Dengue.

La crescente urbanizzazione ha favorito la riproduzione di Aedes aegypti, aumentando i suoi luoghi di replicazione preferiti (contenitori di acqua in ambito urbano, pneumatici scartati, lattine…). Al contrario, le zanzare che trasmettono la malaria si riproducono in pozze d’acqua naturali più comuni nelle aree rurali. L’espansione delle aree urbane ha inoltre formato delle isole di calore o microclimi di diversi gradi più caldi rispetto alle aree vegetate circostanti, creando delle situazioni che attraggono Aedes aegypti”. In ricerche precedenti, Mordecai e i suoi colleghi hanno peraltro indicato che le temperature più elevate aumentano la trasmissione di malattie trasmesse da vettori fino a una temperatura ottimale, denominato “punto di inversione”, al di sopra della quale la trasmissione rallenta. In tal senso, è più probabile che la malaria si diffonda a 25 °C mentre il rischio di dengue è più alto a 29 °C.

Di conseguenza, secondo i ricercatori, è probabile che il cambiamento climatico acceleri l’aumento di zanzare portatrici di malattie diverse dalla malaria nell’Africa subsahariana mentre in regioni relativamente più fresche, come gli altipiani, è possibile che aumenti il numero di zanzare portatrici di malaria. In particolare, è probabile che le zanzare portatrici della malaria diminuiscano nelle regioni più calde, come in Ghana, dove aumenterebbe invece il numero di zanzare che trasmettono la Dengue e altre malattie. Altre aree, secondo lo studio, correranno entrambi i rischi: “Sia per la malaria sia per la dengue, le aree intorno al Lago Vittoria, come le città di Kisumu, in Kenya, ed di Entebbe, in Uganda, diventeranno ad alto rischio entro il 2050, con tale rischio che si diffonderà verso ovest, in regioni che comprendono le città di Mbarara, in Uganda e Mwanza, in Tanzania”.

Il rischio di diffusione della malaria e altre malattie trasmesse dalle zanzare in Africa / Stanford University
in foto: Il rischio di diffusione della malaria e altre malattie trasmesse dalle zanzare in Africa / Stanford University

I ricercatori ritengono che la mancanza di consapevolezza pubblica sull’ecologia della zanzara Aedes aegypti e sul rischio di esposizione aumenti le possibilità di contrarre malattie trasmesse dalle zanzare diverse dalla malaria. “È fondamentale concentrarsi sul controllo delle zanzare che diffondono malattie come la Dengue perché per queste non ci sono trattamenti medici – ha aggiunto Desiree LaBeaud , docente presso la Stanford Medical School e autrice senior dello studio  – . Il passaggio dalla malaria a malattie diverse può inoltre travolgere i sistemi sanitari perché le malattie introdotte in nuove popolazioni spesso portano a grandi epidemie”.

Pertanto, sostengono i ricercatori, i nuovi sforzi per colpire Aedes aegypti portatrice di dengue, chikungunya e altri virus devono essere aggiunti alle misure di controllo della malaria. “In particolare, lo sviluppo di un'accurata diagnostica per i virus della dengue e della chikungunya e il controllo delle zanzare basato sulla comunità, come la rimozione dei rifiuti e la copertura delle acque stagnanti, saranno sempre più importanti per cure e prevenzione mirate”.