I colpi ripetuti dati al pallone con la testa provocano cambiamenti cerebrali tra i giovani giocatori di calcio. Questo è quanto sostengono i ricercatori che hanno analizzato i cervelli di un gruppo di calciatori mettendoli a confronto con quello di ragazzi che non praticano questo sport. Ma cosa significa ‘cambiamenti cerebrali'? Vediamolo insieme.

Calcio sotto accusa. Da anni ormai i ricercatori sono preoccupati per le condizioni di salute del cervello dei calciatori, soprattutto per le conseguenze di questo sport sul lungo periodo, provocate dai ripetuti colpi di testa. Gli esperti spiegano che, erroneamente, vengono presi seriamente in considerazione solo i casi di giocatori che mostrano segni di commozione, mentre si tende a sottovalutare quelli che non mostrano sintomi e che sono al di sotto della soglia di una commozione cerebrale. Il cervello dei giovani tra i 9 e i 12 anni è in fase di sviluppo, per questo ogni colpo di testa dovrebbe essere considerato potenzialmente pericoloso: in questi anni infatti le regioni funzionali del cervello stanno iniziando a integrarsi tra loro e i calciatori esposti a lesioni cerebrali ripetitive, anche se la quantità di impatto è piccola, potrebbero essere a rischio.

Lo studio. Osservando attraverso risonanza magnetica funzionale i cervelli di un gruppo di 26 calciatori maschio di 12 anni di età media e quelli di 22 ragazzi non calciatori di età simile, gli esperti hanno notato che i primi hanno sviluppato cambiamenti nel corpo calloso, una banda di fibre nervose di fondamentale importanza che collega le due metà del cervello. Il ruolo principale del corpo calloso consiste nell'integrare le funzioni cognitive, motorie e sensoriali tra i due lati del cervello.

Cambiamenti del cervello. Gli esperti spiegano che i cambiamenti provocati dai colpi ripetitivi alla testa potrebbero portare a conseguenze preoccupanti sullo sviluppo generale del cervello.