Bere caffè riduce nelle donne il rischio di sviluppare la rosacea, una condizione della pelle che provoca arrossamenti, gonfiori e pustole nei casi più gravi. La scoperta della Brown University è stata pubblicata sulla rivista JAMA Dermatology e gli scienziati ci spiegano come sia possibile e quanto caffè bisogna bere per ottenere benefici per la pelle.

Lo studio su 82.000 donne. I ricercatori della Brown Univesity hanno raccolto i dati relativi a 82.000 donne all'interno di uno studio osservazionale tra i 1991 e il 2005 (o l'anno in cui alle partecipanti è stata diagnostica la rosacea) e hanno scoperto che la caffeina presente nel caffè è in grado di ridurre il rischio di sviluppare questa malattia della pelle. Le donne che bevevano meno di un caffè al mese avevano più probabilità di sviluppare la rosacea rispetto a coloro che invece ne bevevano più di quattro al giorno.

Solo il caffè. Attenzione però, gli esperti sottolineano che la loro scoperta è da considerarsi valida solo per la caffeina presente nel caffè e non per quella che possiamo trovare nel tè, nelle bibite gassate e nel ciocciolato.

Come è possibile? Viene da chiedersi come il caffè riesca a ridurre il rischio rosacea. Gli esperti ci ricordano che la caffeina è un vasocostrittrice e ha anche effetti immunosoppressori e forse proprio per questo riesce a contrastare questa dermatosi cronica che si manifesta con eritemi cutanei, determinati dall'aumento apporto di sangue ai vasi sanguigni del derma superficiale.

Cos'è la rosacea

La rosacea, o acne rosacea, è una malattia infiammatoria cronica della pelle che si presenta con arrossamenti localizzati su guance, naso, fronte e mento e che, se non trattata, può dare origini a lesioni, pustole e gonfiori. Le cause probabilmente sono multifattorili, dalla predisposizione genetica (sembra essere ricorrente in famiglia) all'alimentazione, passando per l'esposizione al sole. Quanto alla cura, non esiste un vero e proprio trattamento, ma esistono creme specifiche che possono alleviare i sintomi, in ogni caso il consiglio è quello di consultare un dermatologo.

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