Quando parliamo di trapianti siamo abituati ad immaginarceli intraspecifici, cioè tra individui della stessa specie. Sempre di più i ricercatori però stanno lavorando per far sì che anche altre specie animali possano donarci i loro organi, e questo tipo di intervento si chiama “xenotrapianto”. Studi passati hanno fornito nuove speranze per questo tipo di trapianti, riuscendo a modificare il DNA del maiale nel tentativo di limitare il rigetto. A darci ulteriori buone speranze è la notizia del babbuino che per quasi tre anni è sopravvissuto con il cuore di un maiale, parliamo solo di speranze ovviamente perché la strada per riuscire in questo senso è ancora lunga e non necessariamente possibile.

Come è possibile?

I ricercatori spiegano innanzitutto che il babbuino non è stato privato del suo cuore, che ha continuato a funzionare regolarmente, però gli è stato aggiunto il cuore del maiale all'interno dell'addome dove è riuscito a sopravvivere senza venire distrutto dal sistema immunitario per circa 3 anni. Nel dettaglio, i trapianti effettuati sono stati 5 la cui durata varia tra i 298 e i 945 giorni.

Quanto ottenuto sta permettendo ai ricercatori di avere maggiori dati utili agli xenotrapianti per il futuro, ad oggi infatti quanto realizzato sui babbuini non significa che possa essere applicato agli esseri umani.

Per riuscire a mantenere in vita il cuore del maiale, precedentemente modificato e privato di un gene specifico in modo da non essere rigettato subito, gli scienziati hanno somministrato ai babbuini una combinazione di farmaci immunosoppressori per impedire al sistema immunitario di attaccare il nuovo cuore.

Non ci resta che attendere per capire se quanto ottenuto dai ricercatori del National Institutes of Health (NIH) possa effettivamente segnare un passo avanti nel settore degli xenotrapianti. Nuove sperimentazioni sono infatti in programma.

[Foto copertina di PeterKraayvanger]