Il 2017 è stato l'anno delle emozioni negative, insomma l'anno peggiore da oltre un decennio che dimostra quanto ci siamo sentiti stressati, depressi, ansiosi ed arrabbiati. L'Italia rientra tra i Paesi ‘di mezzo', quelli cioè che sì hanno vissuto momenti negativi, ma che hanno anche attraversato fasi positive. La notizia arriva dall'annuale report Gallup che chiede ad un campione di 1.000 persone per nazione, quali e quante siano state le esperienze positive e negative.

Un trend negativo in crescita. A livello globale, l'indice delle esperienze negative è cresciuto molto toccando quota 30: circa quattro persone su dieci hanno dichiarato di aver vissuto molte preoccupazioni (38%) e stress (37%), mentre più di tre persone su dieci hanno ammesso di aver provato dolore fisico (31%). Inoltre almeno una persona su cinque è stata triste (23%) e arrabbiata (20%). In generale, la preoccupazione e lo stress sono aumentati del 2% rispetto al 2016, mentre la tristezza e il dolore fisico sono cresciuti di un punto. Resta invariata la rabbia.

Come mai? Il report globale ha visto la partecipazione di 154.000 persone da 145 paesi e ha l'obiettivo di comprendere quale sia lo stato di salute delle società delle varie nazioni, al di là dei dati economici. Ma cosa ci sta portando a sentirci sempre peggio? Secondo gli esperti le cause sarebbero legate alla paura del terrorismo e all'incremento delle guerre, così come alla crisi globale dei rifugiati e al riscaldamento globale che sta rapidamente influenzando il nostro Pianeta: tutto questo ci sa sentire più instabili e ci porta a percepire la realtà più pericolosa.

Chi vive peggio. Le situazione peggiore si registra nella Repubblica Centrafricana, qui il punteggio di negatività ha raggiunto quota 61 ed è non solo il più alto del 2017, ma in generale il più alto mai registrato negli ultimi dieci anni.

Anche emozioni positive. Quanto alle emozioni positive, il Gallup ha evidenziato che circa il 70% degli intervistati a livello globale ha vissuto molti momenti di gioia, ha sorriso e riso e si è sentito rispettato. Insomma, ancora un po' di speranza c'è, ma il trend negativo deve farci riflettere su quali siano le nostre condizioni di vita. O meglio deve far riflettere i leader mondiali per evitare di andare in contro a vere e proprie crisi.