Gli italiani sono ad elevato rischio ictus a causa della longevità e della abitudini alimentari legate alla dieta mediterranea. La notizia arriva dall'Istituto Superiore di Sanità che ci spiega come mai il nostro Paese sia tra quelli più suscettibili a questa condizione clinica che colpisce il cervello.

Ictus, cos'è. Quando parliamo di ictus ci riferiamo ad un attacco cerebrale che si manifesta quando si interrompe l'afflusso di sangue al cervello provocando la morte di alcune cellule, questo porta a difficoltà di movimento e percezione del corpo, difficoltà ad esprimersi a parole e perdita della vista.

Dieta mediterranea sotto accusa. Tra i fattori di rischio si elencano: fumo, obesità, pressione alta. L'ISS inserisce anche la dieta mediterranea che, spiega, è caratterizzata da un elevato consumo di sale che incrementa le probabilità di sviluppare ipertensione arteriosa, malattie cardio-cerebrovscolari, patologie renali, tumori del tubo digerente e osteoporosi. L'ISS spiega che negli ultimi 50 anni la nostra dieta ha visto ridursi le proteine e i grassi di origine vegetale a favore invece di quelle di origine animali, di zuccheri semplici, ridotto è inoltre l'apporto di fibre e vitamine: “lo squilibrio derivato dalla eccessiva alimentazione e dal ridotto dispendio calorico ha portato al manifestarsi di condizioni e disturbi quali l’obesità, il diabete e a un aumento di malattie cardiovascolari e dei tumori”.

Età avanzata. Un altro fattore di rischio ictus è l'età elevata di cui godiamo in Italia: essendo quello italiano un popolo longevo, aumento le probabilità di episodi come l'ictus che colpisce infatti in età più avanzata.

Prevenire è possibile. Secondo l'ISS, più del 50% dei casi di ictus può essere prevenuto, ma come? Migliorando le proprie condizioni di vita a partire dall'attività fisica. Stiamo parlando di almeno 150 minuti di sport a settimana, che sia una camminata a passo svolto, un giro in bici o l'uso delle scale a piedi. Inoltre, quanto alla dieta, si consiglia di aumentare le dose di frutta, verdura, cereali, legumi e pesce, mentre sarebbe meglio ridurre la carne.