Gli individui con una personalità che può essere inserita nei termini della psicopatia spesso vengono mal visti dalla società, secondo un recente studio però sarebbero buoni colleghi di lavoro. La conferma arriva dai ricercatori dell'Università di Bonn che hanno analizzato come i tratti della personalità degli individui ne modifichino il ruolo che giocano all'interno di un contesto lavorativo. La ricerca, intitolata “The Role of Interpersonal Influence in Counterbalancing Psychopathic Personality Trait Facets at Work”, è stata pubblicata sul "Journal of Management.

Prima di giungere alle conclusioni, è necessario specificare che gli studiosi spiegano che non tutti gli psicopatici sono uguali, ma possono essere suddivisi in due gruppi. Il primo è quello della “psicopatia primaria” che identifica i soggetti caratterizzati da sfrontatezza, detta anche dominanza senza paura, individui coraggiosi, considerati dominanti a livello sociale e resilienti, che non hanno paura delle conseguenze delle loro azioni e agiscono seguendo il proprio interesse. Il secondo è quello della “psicopatia secondaria” che identifica i soggetti che hanno un'impulsività egocentrica e poco autocontrollo e non prendono il considerazione le altre persone.

Chiarite queste differenze possiamo passare allo studio. I ricercatori hanno chiesto ad un gruppo di 161 persone di rispondere ad una serie di domande utili a comprendere la loro personalità, le competenze sociali e la performance lavorativa, inoltre è stato chiesto loro di valutare il comportamento sul lavoro di un collega che a sua volta avrebbe valutato il loro.

I dati raccolti hanno dimostrato che i partecipanti che secondo i questionari rientravano nella psicopatia primaria e che avevano abilità sociali erano considerati dai colleghi collaborativi, utili, gentili e piacevoli. Diversamente, i partecipanti che secondo i questionari rientravano nella psicopatia secondaria erano visti dai colleghi come distruttivi, non d'aiuto e scarsi a livello di prestazioni, a prescindere dalle abilità sociali.

In conclusione, non tutti i soggetti le cui personalità rientrano nei tratti della psicopatia mostrano comportamenti antisociali, anzi in alcuni casi possono essere ottimi colleghi di lavoro.

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