13 Settembre 2021
12:13

I vaccini obbligatori rallentano la pandemia, ma gli effetti non sono immediati

Dato il tempo necessario affinché i vaccini anti Covid conferiscano protezione e le settimane richieste per completare il ciclo a due dosi, gli esperti Usa ritengono che l’introduzione dell’obbligo vaccinale non si traduca in un immediato rallentamento dell’ondata pandemica: “Improbabile che l’effetto sia apprezzabile per molte settimane”.
A cura di Valeria Aiello

Come in Italia, dove il Green pass sarà esteso a milioni di lavoratori, anche gli Stati Uniti hanno tracciato un percorso che obbliga i dipendenti federali e il personale delle aziende con più di 100 addetti alla vaccinazione. Per poter lavorare, nel caso dei privati, i cittadini americani potranno scegliere se vaccinarsi o, in alternativa, fare un tampone alla settimana. Nel caso dei federali non ci sarà invece possibilità di scelta: chi rifiuterà il vaccino andrà incontro a provvedimenti disciplinari.

Il cambio di strategia dell’amministrazione Biden mira ad arginare l’ondata di infezioni e riportare il Paese a una situazione di “normalità” nel lungo termine, ora che è ormai chiaro che gli Usa non possono sperare di porre fine alla pandemia con circa il 37% di americani che non ha ricevuto neppure una singola dose. Il numero di contagi giornalieri supera i 150mila casi al giorno, e ogni 24 ore si registrano circa 1.500 morti, la stragrande maggioranza dei quali nei non vaccinati.

L’effetto dell’obbligatorietà, avvertono però gli esperti, non sarà immediato. Per assistere a un rallentamento della curva epidemica “serviranno diverse settimane” riassume il New York Times, sebbene l’obbligo finirà per tradursi nella protezione di milioni di persone in più, in particolare dalle forme gravi di Covid, e in un alleggerimento della pressione sul sistema sanitario. “Costituisce anche un precedente per altre organizzazioni che prendono decisioni simili” ha affermato Natalie Dean, biostatistica della Emory University di Atlanta.

Ad ogni modo, l’obbligo di vaccinazione, che interesserà anche gli operatori sanitari, sarà “un passo importante per uscire dalla pandemia – ha commentato Nahid Bhadelia, direttore del Center for Emerging Infectious Diseases Policy and Research dell'Università di Boston – . Le stesse persone che si prendono cura dei più vulnerabili che entrano in ospedale devono essere la nostra prima linea di difesa”.

D’altra parte, dato il tempo necessario affinché i vaccini conferiscano protezione e le settimane richieste per completare il ciclo a due dosi “è improbabile che l’effetto dell’obbligo vaccinale sia apprezzabile per molte settimane” ha spiegato al quotidiano newyorkese Bill Hanage, epidemiologo dell’Università di Harvard, scettico sul fatto che l’obbligo in sé possa spingere milioni di persone in più a vaccinarsi.

Sono sicuro che i no vax siano già pronti a prendere le armi per questo” ha affermato l’esperto, enfatizzando il ricorso a misure che possano funzionare più rapidamente, come l’uso delle mascherine e test rapidi. “È molto più veloce indossare una mascherina piuttosto che vaccinare un gruppo di persone” ha concluso Hanage.

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