Anche i ratti sognano ciò che desiderano
in foto: Anche i ratti sognano ciò che desiderano

Proprio come noi anche i ratti sognano ciò che desiderano, a comunicarlo è lo University College London. Gli studiosi dell'università inglese hanno monitorato l'attività cerebrale di questi mammiferi dopo avergli mostrato una stanza nella quale era stato nascosto del cibo che non potevano raggiungere, durante il sonno e in fine nel momento in cui il mangiare è diventato accessibile.

I dati raccolti hanno evidenziato che, durante il riposo, le parti del cervello che si attivavano erano le stesse che venivano impiegate durante la fase di raggiungimento del cibo, in pratica i ratti sognavano il percorso da intraprendere per poter ottenere il cibo. “È come se, dopo aver visto una foto di una brochure della Grecia, la sognassimo una volta addormentati” fa sapere Hugo Spiers della University of College London.

I mammiferi, spiegano i ricercatori, creano immagini mentali del mondo nel loro ippocampo, quella parte di cervello presente nel lobo temporale che svolge un ruolo fondamentale nella memoria a lungo termine e che è compromessa nelle persone affette da Alzheimer. Qui si attivano determinate cellule di posizione che permettono al soggetto di comprendere l'ambiente che lo circonda. Ciò che ha sorpreso gli studiosi è il nuovo ruolo assunto dall'ippocampo. Normalmente infatti questo viene considerato come elemento principale della memoria, quindi un qualcosa che si attiva ripensando al passato. Nel caso di questo studio, questa parte del cervello è stata invece utilizzata per programmare azioni future.

Lo studio, fanno sapere gli scienziati, suggerisce che l'ippocampo ci permetta di pianificare strade non ancora percorse proprio come registrare quelle passate, ma unicamente quando la motivazione è molto alta. Tutto ciò potrebbe dunque aiutare a comprendere perché le persone con l'ippocampo danneggiato non riescano ad immaginarsi il futuro.

La ricerca, intitolata "Hippocampal place cells construct reward related sequences through unexplored space", è stata pubblicata su eLife.