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18 Novembre 2014
14:00

I principi attivi della cannabis associati alla cura per il cancro al cervello

Una ricerca ha svelato che l’utilizzo della marijuana può aiutare ad affrontare con più efficacia il trattamento del cancro al cervello. I principi attivi della cannabis sarebbero in grado di interferire con l’abilità delle cellule tumorali di riparare il danno creato dalle radiazioni.
A cura di Marco Paretti
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Secondo uno studio, l'assunzione di marijuana può svolgere un importante ruolo nel corso delle terapie di cura del cancro al cervello. I ricercatori della St. George University of London hanno studiato nuove modalità per aumentare l'efficacia del trattamento di questo tipo di tumori, i quali attualmente uccidono circa 5.200 persone ogni anno con un tasso di sopravvivenza del 10% nei cinque anni successivi alla diagnosi.
Utilizando i topi come cavie, gli studiosi hanno combinato le terapie classiche con l'utilizzo di sostanze come il THC e il CBD, due principi attivi della cannabis. I tumori colpiti da questa combinazione di radiazioni e sostanze hanno smesso di crescere e le loro dimensioni si sono ridotte drasticamente rispetto a quelli trattati solamente con una delle due soluzioni.

"I risultati sono estremamente entusiasmanti. I tumori trattati con le radiazioni e i principi attivi hanno mostrato risultati più incoraggianti e una drastica riduzione della dimensione" ha spiegato Wai Liu, autore dello studio "In alcuni casi i tumori sono spariti del tutto negli animali. Questo fa ben sperare per il futuro di questo trattamento sugli umani".
Nel corso degli esperimenti il 50% delle cellule maligne sono state eliminate, peraltro utilizzando una piccola quantità di cannabinoidi, la quale non può portare ad effetti collaterali. L'effetto di queste ultime sostanze è quello di rendere i tumori più sensibili alle radiazioni del trattamento anti-tumorale, una scoperta importantissima perché le cellule maligne presenti nel cervello sono quasi impossibili da eliminare.

"Pensiamo che i principi attivi della marijuana siano in grado di segnalare le cellule maligne e ‘prepararle' al successivo trattamento classico" ha continuato Liu "L'assunzione preventiva di cannabis sembra interferire con l'abilità delle cellule tumorali di riparare il danno creato dalle radiazioni".
Attualmente solo il 3/5% dei pazienti affetti da glioblastoma, la più diffusa e letale forma di cancro al cervello, riesce a sopravvivere per più di tre anni. Il dottor Liu spera di poter presto passare alla sperimentazione su pazienti umani per cercare di arrivare ad una svolta della ricerca sui tumori.

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