Strano, ma vero, con la scelta di allevare polli abbiamo segnato l'inizio dell'Antropocene, l'Era in cui l'essere umano ha avuto il suo impatto sul Pianeta. Gli scienziati sono infatti giunti alla conclusione che ciò che resterà di noi ai posteri saranno le ossa dei polli, insieme, ovviamente, alla plastica e alle radiazioni. Ma come è possibile?

All'inizio furono i polli. La scelta di allevare i polli per mangiarli è secondo gli esperti la prima firma del nostro passaggi su questa Terra e l'inizio dell'Antropocene, l'Era che vede l'essere umano come protagonista indiscusso (e criticabile) del Pianeta. La nostra passione per i polli è tale che questi rappresentano l'uccello più diffuso, stiamo parlando di 23 esemplari in giro per il globo. Al secondo posto si piazza il quelea beccorosso di cui ci sono ‘solo' 1,5 miliardi di individui.

Come abbiamo ridotto i polli. Lo studio dei ricercatori mette anche in luce l'inquietante destino a cui abbiamo destinato i polli in questi anni di allevamenti. I polli oggi hanno una massa corporea che è maggiore di tutti gli altri uccelli messi insieme e non sono nemmeno lontanamente vicini al loro stato originario: il moderno pollo da carne infatti non è neppure in grado di sopravvivere e riprodursi in natura. Il pollo è stato allevato senza sosta per essere mangiato e adesso riesce a raggiungere la dimensione desiderata in sole 5-9 settimane, durante la crescita le sue parti carnose superano gli organi, rendendo impossibile per molti sopravvivere fino all'età adulta.

Lo ossa dei polli, i resti dell'Uomo. L'aspetto interessante dello studio è la conseguenza sul nostro futuro che avrà il nostro amore per i polli. Consideriamo la quantità di ossa che vengono scartate, parliamo di miliardi di ossa che finiscono nelle discariche, qui vengono ricoperte in un ambiente privo di ossigeno, rendendo probabile che, nel tempo, diventeranno fossili. Se noi non sopravviveremo a causa del riscaldamento globale, delle pandemie o della guerra nucleare, secondo i ricercatori, la prossima forma di vita dominante sulla Terra, scavando nelle nostre discariche, troverà prove del nostro amore per questo animale.

Insomma, ciò che resterà dell'Uomo saranno le ossa di polla, insieme, ovviamente, alla plastica e alle radiazioni.