Gli adulti che hanno giocato molto ai Pokémon da bambini hanno un cervello ‘modificato’, gli scienziati hanno scoperto infatti che si attiva un’area specifica alla vista dei personaggi del celebre videogioco e ci spiegano come sia possibile e cosa significhi. Ecco cosa devi sapere se sei stato un fan dei Pokémon quando eri bambino.

Le conseguenze delle esperienze durante l’infanzia. Gli scienziati sono riusciti a dimostrare che il nostro cervello è in grado di modificare le sue risposte alle esperienze apprese durante l’infanzia, ma ci sono alcuni vincoli che vincola il mondo in cui i cambiamenti si manifestano. Ma cosa significa?

Pokémon nel cervello. Per giungere a questa conclusione, gli esperti sono partiti dai Pokémon, cioè il celebre videogioco cui protagonista è Pikachu. La scelta è ricaduta su questi personaggi poiché il modo in cui siamo entrati in contatto con loro è simile per tutti: attraverso un Nintendo, intorno ai 6-7 anni di età, cioè proprio quando il nostro cervello è in fase di sviluppo, e successivamente grazie al cartone animato. Ma non è tutto. I personaggi dei Pokémon hanno un aspetto specifico, sono molto diversi da ciò che siamo abituati a vedere, ma allo stesso tempo possono ricordarci qualcosa a cui ci leghiamo facilmente, cioè gli animali. E ancora. Il gioco dei Pokémon implica un sistema di ricompensa, collegato anche al riconoscimento dei vari personaggi.

L’esperimento. I ricercatori hanno osservato, attraverso risonanza magnetica funzionale, l’attività del cervello di un gruppo di adulti che hanno giocato ai Pokémon durante l’infanzia e di un gruppo di non giocatori e hanno scoperto che nei primi, alla vista dei personaggi del gioco, si attivava un’area specifica chiamata solco occipito-temporale che si trova proprio dietro le orecchie e che è collegata alla nostra risposta alle immagini di animali, a cui appunto i Pokémon in certo senso somigliano.

Conclusioni. Lo studio ha permesso di dimostrare ancora una volta che il nostro cervello è in grado di cambiare risposte in base all’apprendimento basato sulle esperienze vissute durante l’infanzia. E non solo. L’area del cervello che si attiva varia a seconda di come noi osserviamo l’oggetto che ci interessa, quindi con una visione centrale o periferica.