I pericoli del riscaldamento globale? Per molti i giornali esagerano

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Scioglimento dei ghiacciai, un effetto del riscaldamento globale.
L’indagine condotta dal Rasmussen Reports negli Usa restituisce allo studioso e al politico un’opinione pubblica più divisa di quanto si sia soliti pensare.

Il riscaldamento globale, lo scioglimento dei ghiacciai, il cambiamento dei climi e degli ecosistemi, le specie in estinzione ed altri pericoli in corso o in arrivo… ma le persone quanto credono a quanto media e comunità scientifica dicono sui danni arrecati all'ambiente? Il dubbio se l'è posto la Rasmussen Reports, società che si occupa d'indagini d'opinione, e che ha somministrato un questionario ad un campione di mille statunitensi circa la percezione dei pericoli ambientali e di come vengono trattati dai media. Il via alla riflessione è stato dato dalla decisione della BBC e di alcuni noti quotidiani come il Los Angeles Times di vietare osservazioni che mettono in discussione i pericoli legati al riscaldamento globale.

Si parte dunque da questo, ossia se sia opportuno vietare il dibattito sui media. Ebbene il 63% del campione in esame è critico rispetto alla decisione della BBC, ritenendo il dibattito non ancora finito. Il 20%, invece, si dice d'accordo con il divieto dell'emittente britannica, mentre il 17% si è definito incerto. Il 48% individua nella stessa comunità scientifica un dissenso significativo, contro il 35% che giudica il pensiero dei ricercatori come sostanzialmente uniforme e concorde sui pericoli e le cause del riscaldamento globale.

Il dato più interessante riguarda però la percezione dei media, dal momento che meno della metà pensa che il pericolo descritto da giornali e televisioni sia reale. Il 42%, infatti, pensa che i media esagerino, il 20% che invece descrivano la situazione reale, il 22% che sottostimino il pericolo. Il 16%, invece, è incerto. Il 60% delle persone, però ritiene serio il problema del riscaldamento mondiale, di cui il 37% molto grave, il 35% lo considera meno importante di quanto si pensi e il 14% non lo considera affatto serio.

Differente è anche la percezione del pericolo in base ad età e sesso, con gli uomini over-40 che tendono di più a sottostimare il problema e con donne e giovani che invece gli danno maggior rilievo. Anche l'appartenenza politica conta. Nel paese che si divide tra Repubblicani e Democratici, il 64% degli elettori del partito conservatore pensa che i media esagerino i reali pericoli dei danni ambientali, contro il 22% dei progressisti. Dati che, comunque, possono applicarsi al tessuto europeo solo in parte, considerate le differenti sensibilità degli abitanti del Vecchio Continente e il più complesso tessuto politico e culturale dei popoli europei.

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