Il fisico nucleare

Un fascio di neutrini sarebbe arrivato al Gran Sasso dal Cern di Ginevra in pochi miliardesimi di secondo, superando (nonostante gli addetti ai lavori raccomandino di prendere la notizia con le dovute pinze) la velocità della luce. I neutrini rappresentano "le particelle esistenti più sfuggenti, visto che non interagiscono con altre particelle se non con estrema difficoltà". Sembra che l'esperimento sia stato ripetuto con 15.000 diversi gruppi di neutrini; i risultati ci sono e, se confermati, minerebbero le basi stesse della fisica moderna.

Minacciata la base della fisica: "niente può superare la velocità della luce"

La fisica sviluppata a partire dal 1905 con i lavori Albert Einstein aveva portato a dei risultati che fino ad oggi nessuno era riuscito a mettere in discussione. Il centro di Fisica Nucleare Europeo di Ginevra (che ha già compiuto delle eccezionali scoperte recentemente, come l'antimateria che circonda la Terra) ha prodotto i neutrini grazie al suo acceleratore "Super Proton Synchrotron", che ha lanciato in direzione dei laboratori del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, per una distanza di 732 Km. La velocità percorsa?

Se la notizia fosse confermata, cadrebbe la teoria della relatività che si dimostrerebbe sbagliata e si aprirebbe una nuova pagina per la fisica

Margherita Hack
I risultati riportano una velocità di 60 nanosecondi superiore a quella della luce, riconosciuta fino ad oggi come "il limite della velocità nel cosmo". I dati, analizzati dal rivelatore OPERA (che saranno presentati in giornata a Ginevra) dimostrano che i neutrini impiegano 60 miliardesimi di secondo in meno rispetto alla velocità attesa.

Fino ad oggi nessun esperimento aveva mai messo in discussione o contraddetto quello che era divenuto un "principio naturale" della fisica, ovvero il principio della costanza della velocità della luce, in base al quale la velocità della luce non può infatti essere superata senza perdita di informazione da nessuna particella o segnale. Oggi OPERA ha dimostrato il contrario: il rivelatore OPERA ha una storia lunghissima, fu ideato alla fine degli anni Cinquanta proprio grazie ad una collaborazione tra Cern e INFN per dimostrare l'esistenza della particella "neutrini" (esistenza ipotizzata nel 1930 e ribattezzata"neutrino" dall'italiano Enrico Fermi nel 1934).

Un successo anche italiano: il Cern di Ginevra e l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

I risultati sono stati ottenuti in base ai dati raccolti dal rivelatore OPERA confrontando gli anni 2009, 2010 e 2011 e utilizzando dei sistemi Gps e degli strumenti di precisione progettati appositamente per l’esperimento.

A Ginevra, il centro europeo nucleare

L’analisi dei dati dimostra che i neutrini hanno superato i 300.000 chilometri al secondo (velocità alla quale viaggia normalmente la luce). Nonostante un risultato del genere avrebbe potuto elettrizzare qualsiasi ricercatore, i fisici coinvolti nell'eccezionale esperimento sono prudenti: il ricercatore italiano Dario Autiero, responsabile dell'analisi delle misure, nonché ricercatore CNRS a Lione, sostiene che, a causa del carattere "sconvolgente" della scoperta, è importante verificare con un sistema completamente diverso:

Abbiamo sincronizzato la misura dei tempi tra il Cern e il Gran Sasso con un'accuratezza al nanosecondo e abbiamo misurato la distanza tra i due siti con una precisione di 20 centimetri. Nonostante le nostre misure abbiano una bassa incertezza sistematica e un'elevata accuratezza statistica e la fiducia riposta nei nostri risultati sia alta, siamo in attesa di confrontarli con quelli provenienti da altri esperimenti

Anche il direttore scientifico del Cern (memore di alcune scoperte importanti come il Bosone di Higgs) Sergio Bertolucci vuole essere certo della validità e sicurezza dell'esperimento, infatti ha confermato che sottoporranno l'esperimento ad un'indagine più ampia proprio in virtù del fatto che:

Quando un esperimento si imbatte in un risultato apparentemente incredibile e non riesce a individuare un errore sistematico che abbia prodotto quella misura, la procedura standard è sottoporlo a una più ampia indagine. Se questa misura fosse confermata  potrebbe cambiare la nostra visione della fisica, ma dobbiamo essere sicuri che non esistano altre spiegazioni.

Fino ad oggi  in base alla teoria della relatività un corpo avrebbe potuto viaggiare ad una velocità superiore a quella della luce solo se avesse avuto una massa infinitamente grande. Per questo la velocità della luce è stata considerata (fino ad oggi) un punto di riferimento insuperabile. Ma la cosa più eccezionale è che la teoria della relatività ci rassicurava che traversate interstellari e dei viaggi nel tempo sarebbero stati possibili solo nella fantascienza. Ora tutto ciò potrebbe essere non più vero. Se la velocità della luce fosse superata cosa succederebbe? Un'inversione dello spazio tempo? La causa di un evento potrebbe avvenire prima dell'evento stesso? Al momento è meglio forse non correre troppo con la fantasia e accertarsi dei risultati ottenuti. Ma nonostante sia cosa "giusta" fare i conti con i limiti dello scibile umano, l'idea che alla "luce" di questa eccezionale scoperta sarà possibile cambiare e sconvolgere le nostre precedenti idee di spazio e tempo è assolutamente affascinante.