Il 3 marzo si celebra la giornata mondiale degli animali selvatici per ricordare a tutti noi che le specie alle quali togliamo habitat e risorse non sono immortali, ma a causa nostra sono destinate all'estinzione. In questi ultimi anni si è parlato molto di “sesta estinzione di massa”, cioè dell'era che stiamo vivendo che ci rende responsabili della fine delle specie animali che, per le cinque estinzioni precedenti, erano scomparse a causa di agenti esterni (come asteroidi) e non colpa di altri abitanti della Terra.

L'edizione di quest'anno, intitolata “Listen to the Young Voices”, fa riferimento alle nuove generazioni, al quarto di popolazione mondiale che ha tra i 10 e i 24 anni. Loro sono il nostro futuro, ma, soprattutto, sono coloro che potranno scegliere se dare o meno un futuro agli animali. Partire dai giovani, dall'educazione al rispetto per la natura, alla sensibilizzazione per le tematiche ambientali e ad una visione green della vita, è fondamentale per sperare di vivere in un mondo futuro in cui gli animali avranno lo spazio adeguato alle loro esigenze.

Il World Wildlife Day è anche l'occasione giusta per il WWF per metterci al corrente della situazione di alcune specie selvatiche che, nel corso dell'ultimo anno, sono state difese dalla mano dell'uomo e sono tornate a crescere:

  • Le tigri sono sempre di più, finalmente. Siamo passati da 3.200 esemplari nel 2010 a 3.890 nel 2016.
  • I panda non sono più in pericolo critico. La popolazione è cresciuta del 17%, per un totale di poco più di 1.800 esemplari. Forse questo animale ancora non è destinato a scomparire.
  • I pangolini non possono più essere venduti. Il mammifero conosciuto come formichiere squamoso fortemente a rischio estinzione, adesso è protetto.
  • Il salvataggio di alcuni paradisi naturali, come la barriera corallina in Belize o il Parco di Coto Donana, in Spagna.
  • Addio avorio. La Cina ha annunciato che entro il 2017 il mercato dell'avorio verrà chiuso, questo significherà risparmiare migliaia e migliaia di elefanti.