Coronavirus
1 Luglio 2021
09:26

I gatti possono ammalarsi di Covid dormendo sul letto del loro proprietario

Lo indicano i risultati di una ricerca presentata in occasione del Congresso europeo microbiologia clinica e malattie infettive che scoperto che i gatti che dormono sul letto del loro proprietario sono particolarmente a rischio di infezione.
A cura di Valeria Aiello
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I gatti che dormono sul letto del loro proprietario sono più a rischio di contrarre l’infezione da coronavirus. È quanto emerge da un nuovo studio presentato in occasione del Congresso europeo di microbiologia clinica e malattie infettive (ECCMID 2021) da un team di ricerca dell’Università di Guelph, in Canada, che ha evidenziato tassi di infezione più elevati nei gatti che vivono in casa e, in particolare, in quelli che amano dormire a letto insieme alle persone.

L’analisi, che ha coinvolto 48 gatti e 54 cani di 77 famiglie, ha verificato la presenza di anticorpi contro Sars-Cov-2 quale traccia di una precedente infezione. Ai proprietari è stato chiesto come hanno interagito con i loro animali domestici, quanto tempo hanno trascorso con loro, se li hanno accarezzati e baciati, e se hanno permesso loro di sedersi sulle ginocchia o di dormire nel proprio letto. I ricercatori hanno anche verificato se gli animali avessero mostrato segni di infezione e che tipo di sintomi avessero manifestato. Parallelamente, gli studiosi hanno anche testato altri 75 cani e gatti che vivevano in canile e 75 gatti randagi come campione di confronto.

Dall’indagine è emerso che il 67% dei gatti di proprietà e il 43% dei cani di proprietà sono risultati positivi agli anticorpi per Sars-Cov-2 a fronte di appena il 9% di cani e gatti del canile e il 3% dei gatti randagi. Di questi, il 20% dei cani di proprietà ha manifestato sintomi, principalmente mancanza di energia e perdita di appetito, e in misura minore tosse o diarrea, sebbene questi segni di infezione siano risultati generalmente lievi e si siano rapidamente risolti.

D’altra parte, tra i gatti domestici che avevano contratto l’infezione, il 27% ha mostrato sintomi della malattia, più frequentemente naso che cola e difficoltà a respirare. Nell’insieme, la maggior parte delle manifestazioni sintomatiche è risultata lieve, anche se in tre casi si sono verificate forme più gravi della malattia. In particolare, i gatti che trascorrevano più tempo con il loro proprietario sono risultati a maggior rischio di infezione, specialmente quelli che dormivano sul letto del proprio proprietario.

Il più alto tasso di infezione negli animali con proprietari rispetto a quelli che vivono in canili o randagi, insieme ai risultati di precedenti studi genetici, indicano che la via di trasmissione virale più probabile è dall’uomo all’animale domestico, piuttosto che viceversa – hanno indicato i ricercatori – . Il gatto, in particolare, potrebbe essere per natura più suscettibile al coronavirus rispetto al cane, oltre ad avere anche maggiori probabilità di dormire vicino al viso del proprio padrone, aumentando così l’esposizione a qualsiasi infezione”.

Se una persona è malata di Covid-19, c’è una probabilità sorprendentemente alta che lo trasmetta al proprio animale domestico – ha aggiunto Dorothee Bienzle, professoressa di patologia veterinaria e co-autrice dello studio – . I gatti, specialmente quelli che dormono sul letto del loro proprietario, sembrano essere particolarmente vulnerabili. Il mio consiglio, nel caso si contragga l’infezione, è quello di mantenere le distanze dal proprio animale domestico e di tenerlo fuori dalla propria camera da letto.

“Suggerirei anche di tenere il proprio animale domestico lontano da altre persone e animali domestici. Anche se è vero che le prove che gli animali possano trasmettere il virus ad altri animali sono limitate, il rischio non può essere escluso. Analogamente, anche se non è stato dimostrato che gli animali domestici trasmettono il virus alle persone, questa possibilità non può essere completamente esclusa”.

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