Le difficoltà dei giovani senza lavoro
in foto: Le difficoltà dei giovani senza lavoro

Non studiano, non lavorano, non sono in fase di formazione, sono i NEET (Not in Education, Employment or Training), quel gruppo di ragazzi che, tra i 16 e i 24 anni , vivono senza svolgere una vera e propria attività. Su di loro si è concentrato il King's College di Londra che, insieme ai ricercatori della Duke University e della University of California, ha pubblicato sul Journal of Child Psychology and Psychiatry uno studio intitolato “Committed to work but vulnerable: self-perceptions and mental health in NEET 18-year olds from a contemporary British cohort”, secondo il quale i giovani NEET sono più predisposti ad avere malattie mentali.

La ricerca è stata effettuata su un campione di 2.232 gemelli nati tra il 1994 e il 1995 e provenienti dal Environmental Risk (E-Risk) longitudinal study. Gli scienziati hanno misurato quanto impegno e sforzo ci mettessero i ragazzi per cercare lavoro, la attitudini personali e tecniche, le competenze (lavoro di squadra, capacità decisionali, comunicazione), il livello di ottimismo utile ad andare avanti, la salute mentale e l'uso di sostanze all'età di 18 anni.

I dati raccolti hanno evidenziato che il 60% dei NEET aveva già sofferto di disturbi mentali da bambino e in adolescenza, mentre per i non NEET il numero scendeva al 35%. Di depressione ha sofferto il 35% dei NEET e solo il 18% dei non NEET, mentre ha riportato disturbi d'ansia il 14% dei NEET e il 6% dei non NEET. Inoltre, gli scienziati fanno sapere che i NEET si sono dimostrati meno dotati di competenze come il lavoro di squadra, la capacità decisionali o la comunicazione e più predisposti a fare uso di sostanze e avere problemi di controllo della rabbia.

Secondo gli studiosi, a portare questi ragazzi ad avere tutti questi problemi potrebbero essere lo stress dell'attesa di ottenere un lavoro per il quale non si è all'altezza, i pregiudizi dei capi e il disimpegno nel settore dell'istruzione e del lavoro stesso.