Quando un uomo sbuffa è segno di noia e di malumore, nel cavallo sembra che sia l'esatto contrario. È una scoperta fatta dalla ricercatrice Mathilde Stomp dell'Università di Rennes, in Francia. Saper comunicare, soprattutto con gli animali domestici con cui condividiamo la nostra vita, è di vitale importanza per riuscire a favorire il più possibile il benessere e la loro felicità. Fin ora si era tentata la via fisiologica, cercando segnali ormonali o biologici della loro felicità, come cortisolo o battiti cardiaci, in realtà a quanto pare bastava saper ascoltare. Lo sbuffo, un rumore fatto senza usare le corde vocali e comune anche ad altri animali, è stato così ricondotto dai ricercatori ad una condizione dell'animale di benessere.

Sbuffo di felicità. Mathilde Stomp e i suoi collaboratori hanno monitorato quasi 50 cavalli provenienti da 2 diversi gruppi. Il primo da una scuola di equitazione, quindi dove passano molto tempo in box e un secondo gruppo, molto più fortunato, proveniente da un'area naturalistica, dove i cavalli possono scorrazzare liberi, senza dover rendere conto dei doveri "dovuti" agli umani. Dopo aver registrato 560 sbuffi prodotti dagli equini, si sono accorti che lo sbuffo veniva generato in percentuali maggiori in contesti positivi, come il cibo o quando era libero nel suo ambiente naturale. In condizioni avverse invece, quindi di stress, il suono prodotto con le narici era quasi assente.

Cavalli amici dell'uomo. I cavalli sono, insieme ai cani, fra i primi animali addomesticati e da millenni hanno accompagnato se non favorito il progresso umano, da oggi non sapremo certo parlare con loro, ma sicuramente la comprensione dei loro stati d'animo è accresciuta. Il Dr Stomp osserva: "Lo sbuffo, un segnale non vocale prodotto dall'espirazione dell'aria attraverso le narici, è associato a contesti (al pascolo, durante l'alimentazione) e agli stati (con le orecchie in posizione avanzata) maggiormente positivi nei cavalli. Inoltre, è meno frequente nei cavalli che si mostrano emotivamente alterati. Questi risultati forniscono uno strumento potenzialmente importante in quanto gli sbuffi appaiono come un possibile indicatore affidabile di emozioni positive che potrebbero aiutare a identificare le situazioni apprezzate dai cavalli."