Il 90% delle mamme di bambini in sovrappeso, comprese quelle italiane, non riesce ad accorgersi dello stato del figlio. Una famosa canzone di Pino Daniele cita un proverbio napoletano: "ogni scarrafone è bello a mamma sua". La saggezza popolare sembra aver anticipato lo studio condotto dal prof. Dario Gregori dell’Unità di Biostatistica, Epidemiologia e Sanità pubblica del Dipartimento di Scienze cardiologiche, toraci e vascolari dell’Università di Padova che è andato ad indagare sulla percezione erronea delle madri di tutto il mondo sulla fisicità dei figli, ma anche quali altri fattori contribuiscono all'obesità dei bambini e alla "cecità" materna.

Lo studio ha preso in esame 2710 bambini dai 3 ai 11 anni da 10 nazioni diverse come Cile, Messico, Argentina, Brasile, Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Georgia, e India. Utilizzando B.M.C. o indice di massa corporea sono stati individuati fra questi 774 bambini sovrappeso/obesi. Atri fattori come lo stato socio economico, il Brand ibai, l'indice che calcola l'assuefazione ai grandi marchi di cibo-spazzatura dei bambini e il peso dei genitori sono stati presi in nota. Alle madri sono state mostrati in seguito 7 diverse foto con diverse corporature di bambini e loro dovevano indicare quello più simile al loro.

Risultati. "La proporzione di bambini sovrappeso/obesi non correttamente percepiti come tali dalle proprie madri risulta essere molto elevata, la quasi totalità dei bambini sovrappeso (89%)" afferma il prof Gregori "e metà dei bambini obesi (52%) non sono stati percepiti come tali dalle proprie madri". Lo studio mostra una certa differenza, probabilmente di origine culturale, fra la capacità delle madri di ogni paese di identificare l'obesità dei propri figli che può andare dall 50% del Cile al 90% della Francia. Ben 24 delle 30 mamme di bambini obesi italiani sono state incapaci di identificare le condizioni fisiche del proprio figlio. Oltre tutto lo studio mostra che i bambini sovrappeso tendono ad essere maschi, a guardare più televisione e videogiochi, ad avere un indice ibai significativamente più alto degli altri ed a avere genitori sovrappeso.

Conclusioni. L'obesità è un grave fattore di rischio per malattie cardiovascolari e diabete, diminuendo notevolmente le aspettative di vita e aumentando le spese sanitarie. Per prevenire questa condizione è importante intervenire fin da subito e la mancata "diagnosi" materna può essere un notevole fattore di ostacolo. Questo studio quindi mette in luce un necessario cambio di rotta nelle politiche di sensibilizzazione alimentari messe fin ora in atto dalle organizzazioni sanitarie.