Esistono alimenti che ci fanno scottare la pelle e che quindi dovremo limitare quando ci esponiamo ai raggio solare, per evitare di bruciarci però ci sono anche altre 3 cose che dobbiamo sapere. A svelarci quattro segreto per un’abbronzatura perfetta, o per lo meno per evitare una scottatura perfetta, è il dermatologo danese Robert Gniadecki che, memore delle sofferenze estive vissute – possiamo dirlo – sulla sua pelle.

Alimenti che fanno scottare la pelle

Esistono alcuni alimenti che provocano l’effetto ‘Margarita Sunburn’, cioè incrementano la sensibilità ai raggi UV. Questo avviene a causa di un agente chimico naturale chiamato furocumarine che si trova nel lime, nelle carote, nel sedano, nell’aneto e in altre piante che rendono la nostra pelle più sensibile ai raggi nocivi del sole. Insomma, fate attenzione a non addormentarvi al sole dopo aver bevuto qualche drink o mangiato qualcosa che contiene questi alimenti.

Improvvisi cambiamenti meteorologici

Un altro rischio che possiamo correre è quello di non portarci la protezione solare quando il cielo è coperto di nubi. Questo è un errore da non fare sia perché anche quando è nuvoloso possiamo abbronzarci e scottarci, sia perché improvvisamente il vento potrebbe spazzare via le nuvole e noi ci ritroveremmo sotto il sole senza protezione.

Più raggi UV di quanto pensiamo

I raggi solari nocivi raggiungono di più la nostra pelle quando ci troviamo in o vicino all’acqua, sulla sabbia e sulla neve poiché questi colpiscono le superfici ad un’angolatura perfetta per le scottature. Il dermatologo ci fa sapere che l’esposizione ai raggi UV del sole raddoppia quando siamo sulla neve, incrementa del 15-20% quando siamo sulla sabbia e del 25% quando siamo in mare, rispetto a quando siamo su un prato.

Attenzione alle creme solari

Per evitare le scottature, e in generale per proteggere la nostra pelle dai raggi UV nocivi, gli esperti consigliano l’utilizzo delle creme solari. I dermatologo Gniadecki suggerisce di fare attenzione all’applicazione: dobbiamo essere certi di aver ricoperto perfettamente il nostro corpo con uno strato adeguato di crema, onde evitare ‘buchi’. Inoltre il consiglio è quello di utilizzare almeno la protezione 20 SPF “che lascia passare solo un ventesimo dei raggi del sole pericolosi”, spiega Gniadecki che prosegue “Questo significa che se normalmente ti scotteresti dopo 10 minuti, con la protezione 20 SPF puoi esporti al sole per 200 minuti”, facendo attenzione a riapplicare la crema in caso di sudorazione abbondante o bagno in mare. Il dermatologi raccomanda di evitare le creme solari che contengono oxybenzone, un ingrediente comune per questi prodotti che però si è scoperto recentemente essere in grado di passare la pelle e infilarsi nel flusso sanguigno con effetti sulla salute ancora poco chiari.