Ci piace far finta di spaventarci ad Halloween con travestimenti mostruosi e decorazioni macabre, ciò che però terrorizza davvero sono le condizioni in cui stiamo riducendo il nostro Pianeta Terra, sempre più messo alla prova dall’inquinamento da noi provocato. Il WWF ci mostra quanto la natura stia soffrendo.

Cambiamento climatico. Iniziamo con il celebre cambiamento climatico, ciò che ad oggi provoca fenomeni di frequenza e intensità mai visti nella storia umana che provocano sofferenze, morte, sconvolgimento degli ecosistemi e della ricchezza di biodiversità che sono a sostegno della nostra vita. Per capire in che condizioni siamo basta pensare al rapporto IPCC delle Nazioni Unite secondo il quale il limite all’aumento delle temperature non può essere di 2 gradi a di 1,5, diversamente andiamo incontro a innalzamento del livello del mare, desertificazione di molti territori, perdita di habitat e specie naturali e diminuzione delle calotte glaciali. Ma cosa possiamo fare? Dobbiamo smettere di bruciare combustibili fossili, per primo il carbone, di produrre cibo in modo insostenibile e distruggere foreste.

La distruzione delle foreste. Proprio la perdita e il degrado delle foreste sono un’altra spaventosa realtà da fermare: le foreste tropicali ospitano almeno la metà delle specie terrestri e l'eliminazione di circa 17 milioni di ettari ogni anno è una perdita drammatica.

Contro i bracconieri. I bracconieri sono nemici della natura che minacciano la sopravvivenza di gorilla, tigri, leoni, elefanti e leopardi delle nevi, già messi a dura prova dai cambiamenti climatici. Il WWD definisce i bracconieri “mostri in carne ed ossa, criminali di natura, che con fucili e trappole uccidono gli animali per rivenderne i resti in un commercio illegale e spietato”. Come contrastarli? Il WWF sta cercando di rafforzare gli interventi di controllo e sorveglianza sulle aree protette, munendo le guardie e i ranger di attrezzature idonee a difendere la natura dai bracconieri. Ma tutto ciò non basta se prima non si educano e sensibilizzano le persone.

Pesci, addio. La mano dell’uomo è arrivata anche in fondo al mare. L’eccessivo sfruttamento degli oceani e l’impatto della pesca insostenibile rappresentano infatti un’ulteriore minaccia perché non solo mettono a rischio gli stock ittici, ma anche il sostentamento delle popolazioni che vivono di pesca.

Il nuovo nemico pubblico: la plastica. In questi ultimi anni ci siamo accorti che il materiale considerato la scoperta più importante degli ultimi secoli, è in realtà un’arma a doppio taglio che sta pesantemente inquinando il Pianeta: stiamo parlando della plastica. In mare ogni anno finiscono 8 milioni di tonnellate di plastica, una quantità che entro il 2050 supererà quella dei pesci. Vittime della plastica sono circa 135 specie che finiscono nelle reti fantasma. E la cosa peggiore è che la plastica, sotto forma di frammenti chiamati microplastiche, sta entrando nella nostra catena alimentare, poiché viene mangiata dai pesci che vengono mangiati da noi.

Il WWF conclude: “Questo racconto reale fa molta più paura di una qualunque storia dell’orrore, ma la differenza è che ognuno di noi può fare qualcosa per cambiare il finale. La plastica, ad esempio, si può combattere eliminando gli oggetti usa e getta come piatti e bicchieri: un divieto che l’UE ha già previsto per il 2021, ma davvero vogliamo ancora aspettare? “. Forse è meglio di no.