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15 Ottobre 2020
17:33

Pazienti Covid guariti continuano ad avere sintomi della malattia

Una parte delle persone che contrae l’infezione da coronavirus non si riprende completamente, continuando a manifestare sintomi a distanza di diverse settimane dal contagio. Stanchezza cronica, debolezza muscolare, mal di testa tra i sintomi più comuni.
A cura di Valeria Aiello
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Siamo davanti a casi di pazienti Covid-19 in condizioni cliniche dedicate e per alcuni di loro il ritorno alla normalità è lento e doloroso”.  A dirlo è un team internazionale di specialisti di Malattie infettive in uno studio pubblicato su The Lancet Infectious Diseases che ha posto l’attenzione sui sintomi lungo termine nei pazienti con infezione da coronavirus.

Guariti continuano ad avere sintomi di Covid-19

Tra i sintomatologie più comuni, riconosciute sulla base delle impressioni cliniche degli esperti, stanchezza cronica, debolezza muscolare, sbalzi di temperatura, incapacità a concentrarsi, cambiamenti di umore, difficoltà a dormire e mal di testa. Frequenti anche diarrea, attacchi di vomito, perdita del gusto e dell’olfatto, mal di gola, difficoltà a deglutire, insorgenza di diabete o ipertensione, eruzioni cutanee e palpitazioni. “Un’attenta registrazione dei sintomi e l’esame del paziente dovrebbero consentire di comprendere quale parte delle conseguenze è comune a tutte le infezioni gravi, quali sintomi possono essere spiegati dall’ansia causata da una nuova malattia e quali sintomi sono secondari a una forma complicata di Covid-19” scrivono gli autori nello studio.

Se le conseguenze a lungo termine sono determinate dall’infezione da coronavirus – si chiedono gli esperti – , hanno meccanismi immunologici alla base? O sono causate da infiammazioni nuove o ricorrenti, infezioni in corso o effetti collaterali del trattamento?”. Informazioni che serviranno a determinare le migliori strategie da applicare alla gestione del paziente e il suo follow-up.

Il virus Covid-19 può danneggiare i polmoni, il cuore e il cervello, indebolire reni e fegato e aumentare il rischio di problemi di salute persistenti. Può causare coaguli di sangue molto piccoli che possono bloccare i capillari nel cuore e danneggiare in modo permanente il muscolo cardiaco. Oppure provocare danni ai polmoni, causando difficoltà respiratorie a lungo termine.

Nel caso della Sars, la malattia respiratoria causata dal primo coronavirus, un follow-up di 15 anni ha rilevato che gran parte del recupero polmonare è avvenuto nei due anni successivi all’infezione e che lievi sintomi sono rimasti in più di un terzo dei pazienti guariti. “Molte persone che si sono riprese dalla Sars hanno continuato a sviluppare la sindrome da stanchezza cronica. Lo stesso può essere vero per le persone che hanno avuto Covid-19”.

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