Per la prima volta gli scienziati son riusciti a dimostrare che i cervelli dei bambini delle donne che hanno mangiato noci, mandorle, arachidi, pinoli e nocciole in gravidanza sono più sviluppati, vediamo insieme nel dettaglio come questo alimento aiuti i neonati e quali funzioni cognitive. Ecco cosa c’è da sapere sui benefici sui cervelli dei bambini delle noci in gravidanza.

Lo studio. Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno preso in analisi 2.200 coppie di mamme e bambini iscritti al progetto INMA spagnolo all’interno del quale sono state raccolte informazioni sull’assunzione di noci, mandorle, arachidi, pinoli e nocciole durante la gravidanza, nello specifico durante il primo trimestre. Successivamente, gli scienziati hanno raccolto dati, attraverso test standardizzati, sullo sviluppo neurologico dei bambini a 18 mesi, 5 anni e 8 anni. I risultati ottenuti hanno dimostrato che i bambini le cui madri avevano mangiato questi alimenti durante il primo trimestre di gravidanza avevano raggiunto risultati migliori in tutti i test che misurano le finzioni cognitive, la capacità di attenzione e la memoria.

L’importanza della gestazione. Durante la gestazione, il cervello dei feti subisce una serie di processi complessi che agevolano il neurosviluppo, ad aiutarli può essere anche l’alimentazione delle madri.

Perché noci, mandorle e nocciole fanno bene al cervello. I ricercatori hanno analizzato i benefici di noci, mandorle, arachidi, pinoli e nocciole e sono giunti alla conclusione che l’effetto positivo sullo sviluppo del cervello sia legato agli alti livelli di acido folico di questi cibi, in particolare acidi grassi essenziali come omega 3 e omega 6. "Questi componenti tendono ad accumularsi nel tessuto neurale, in particolare nelle aree frontali del cervello, che influenzano la memoria e le funzioni esecutive”, spiegano gli scienziati.

La porzione ideale. Per quanto riguarda lo studio, la porzione di noci, mandorle, arachidi, pinoli e nocciole assunte dalle donne in gravidanza era di poco meno di tre porzione da 30 grammi a settimana, che è comunque inferiore alle quantità raccomandate. Questo fa pensare che se le donne in gravidanza consumassero le quantità consigliate, cioè tra le tre e le sette porzioni da 30 grammi a settimana, i benefici sarebbero ancora di più.

Lo studio, intitolato "Maternal nut intake in pregnancy and child neuropsychological development up to 8 years old: A population-based cohort study in Spain", è  stato pubblicato su European Journal of Epidemiology.